Giovani di sinistra, Rutigliano: “Abbiamo scelto un cambio di rotta”

Il segretario nazionale del Movimento giovanile della sinistra sulle sardine: "Dobbiamo riuscire ad intercettare quelle istanze e quella voglia di cambiamento che sta emergendo"

Carlo Rutigliano, dirigente lucano di Articolo Uno, è stato eletto Segretario nazionale del Movimento Giovanile della Sinistra (MGS) al congresso di Ravenna. 29 anni, libero professionista, è uno dei fondatori del partito attualmente guidato da Roberto Speranza.

Eletto all’unanimità da oltre cento delegati. Da dove nasce il suo incarico di Segretario nazionale del Movimento Giovanile della Sinistra?

Per rispondere a questa domanda è necessaria una premessa. Il Movimento Giovanile della Sinistra (MGS) nasce a ridosso della scissione del Pd. L’obiettivo era quello di dare una casa politica comune agli under 30 che non si riconoscevano nelle forze politiche esistenti. Negli ultimi due anni è cambiato molto: c’è stata un’esplosione della destra radicale. Abbiamo quindi ritenuto necessario una cambio di rotta per la giovanile, che ha individuato in me una guida politica. Abbiamo tenuto il congresso nazionale a Ravenna, città collocata in una regione che a breve giocherà una sfida politica cruciale. Il progetto vuole essere il più ampio possibile, come dimostra la natura variegata della segreteria, in cui ci sono giovani provenienti da diverse regioni italiane.

Quali sono i temi da cui i giovani di sinistra devono ripartire?

Innanzitutto serve una politica seria, che risponda ai problemi reali del Paese. Chiarito ciò, ritengo che il primo e fondamentale tema sia il lavoro. Qui i problemi sono davvero tanti. Ad esempio, per dirne una, bisognerebbe riflettere sul rapporto tra nuove tecnologie e precariato, su come il progresso tecnologico influisca sul mercato del lavoro e sull’occupazione giovanile.

Un altro tema prioritario è quello dell’ambiente. La nostra è una generazione che vuole e deve assumersi la responsabilità di consegnare un pianeta migliore a chi verrà dopo. Quindi se dovessi scegliere due temi, ti direi questi: lavoro e ambiente.

Vengo all’attualità: in che modo guardate le sardine? Sono giovani e soprattutto di sinistra; sono elettori e istanze politiche che proverete a recuperare?

Innanzitutto quelle piazze sono importanti per una ragione: i giovani si stanno mobilitando e vogliono cambiare. Tuttavia, al contrario di quanto accaduto con l’esplosione del Movimento 5 Stelle, ci stanno dicendo di voler cambiare le cose non contro la politica, ma con la politica. Questo credo sia fondamentale. Gli avvenimenti di questi anni stanno dimostrando che non è vero che destra e sinistra non esistono più. Poi quelle piazze trasmettono anche un altro messaggio importante: la risposta offerta dai partiti non basta. Le sardine sono la fotografia di un pezzo di Paese che non trova risposta nei partiti. Dobbiamo riuscire ad intercettare quelle istanze e quella voglia di cambiamento che sta emergendo. Non a caso lo slogan del nostro congresso è stato: “è ora di cambiare!”.

In che rapporto vi ponete con il Pd e con il centrosinistra?

Se oggi tutte le forze del centrosinistra si rimettessero insieme nascerebbe uno sterile contenitore dalla vita breve. L’obiettivo deve essere una nuova proposta, che parli un linguaggio differente rispetto a quello avuto finora. Va lanciata una nuova sfida al centrosinistra: andare oltre quello che già c’è, perché non basta. C’è bisogno di un soggetto nuovo, portatore di una radicalità nuova. Questo non riguarda solo il Pd, ma tutte le forza del centrosinistra.

Quale futuro si prospetta per il Movimento Giovanile della Sinistra?

MGS vuole essere una piccola, ma ambiziosa speranza di cambiamento per molti giovani di questo paese. Noi abbiamo una sfida davanti: provare ad incalzare tutti gli attori del nostro campo e ad incidere il più possibile sul dibattito interno al nostro paese, partendo dal presupposto che siamo giovani, ma con l’ambizione di fare cose importanti.