Lavoratori delle Società Caruso e General, senza retribuzione e senza prospettiva futura

Feneal Uil Filca Cisl e Fillea Cgil: "Dopo la beffa di Natale anche quella di Capodanno"

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Dopo la beffa di Natale, anche quella di Capodanno per i lavoratori delle Società Caruso e General, senza retribuzione e senza prospettiva futura.”

Ancora per l’ennesima volta, la compagine sociale che guida le due aziende che fanno riferimento al gruppo Caruso, non rispetta gli accordi sottoscritti con le OO.SS. e siccome la sfacciataggine di chi rappresenta questa azienda non ha limiti, tale soggetto si permette il lusso di fare annunci a mezzo stampa in cui dichiara di aver ottemperato agli impegni previsti dall’accordo.

Per tale sfrontataggine, infatti Feneal Uil Filca Cisl e Fillea Cgil denunciano ancora una volta, il mancato rispetto degli accordi sottoscritti in Regione il 22 ottobre e il 5 dicembre alla presenza dell’Eni, committente degli appalti in Val D’agri. In particolare le OO.SS. contestano alle aziende il mancato pagamento della retribuzione di ottobre e di novembre 2019 per i lavoratori ancora in forza e che dovevano essere pagate entro il 20 dicembre come previste dall’accordo del 5 dicembre scorso, ma contestano anche quanto millantato tramite i media da chi rappresenta il gruppo Caruso e cioè il pagamento di queste mensilità sarebbe avvenuto entro il 27 c.m., cosa non avvenuta se non solo per la mensilità di ottobre e non per tutti i lavoratori, mentre a nessuno di loro gli è stata corrisposta la mensilità di novembre, inoltre l’erogazione della rata del 20 Dic. delle spettanze arretrate stabilite nelle conciliazioni effettuate è avvenuta solo per una parte dei lavoratori, mentre per la restante parte non ci si è potuti incontrare per ragioni attualmente a noi sconosciute e sottoscrivere anche per questi le conciliazioni annunciate, il tutto, nonostante fosse stato dichiarato dall’azienda al tavolo regionale che avrebbe accettato i crediti ricostruiti e da tempo presentati dalle OO.SS. all’azienda.

Per i 25 lavoratori impiegati nell’indotto Eni e residenti nella valle del petrolio oltre al danno vi è anche la beffa: lavorare per uno dei maggiori player internazionali e non vedersi garantiti i diritti fondamentali di lavoratori e soprattutto, far vivere un inizio di anno amaro alle proprie famiglie.

Quello che spaventa di più, proseguono le sigle sindacali, è la mancanza di prospettive future per le maestranze, infatti quasi tutte le unità lavorative nel mese di dicembre non sono state utilizzate per la produzione ma sono rimaste a disposizione dell’azienda, in quanto la stessa non li ha licenziati e pertanto i lavoratori non possono beneficiare degli ammortizzatori sociali previsti per i periodi di temporanea inoccupazione, restando quindi “congelati” e ostaggio dell’azienda. Per superare tale paradosso le OO.SS. chiedono un incontro urgente con la Regione Basilicata ed Eni, richiamando ognuno degli attori di questa lunga e spiacevole vertenza alle proprie responsabilità. 

Lombardi, La Torre e Palma, segretari Feneal Uil Filca Cisl e Fillea Cgil

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