Lavoratori socialmente utili, Usb: “Ora non ci sono più scuse per superare il precariato”

La coordinatrice Guglielmi: "Adesso vanno portate avanti con forza le azioni di lotta per pretendere le assunzioni"

Ce l’abbiamo fatta, ora non hanno più scuse! Dopo venti anni di lotte e di richieste più o meno inascoltate con l’accoglimento nel maxiemendamento delle norme che consentono per tutto il 2020 il superamento dei vincoli assunzionali per gli enti utilizzatori dei Lavoratori Socialmente Utili,  è stato posto un punto fermo per il superamento definitivo del precariato storico degli Lsu, cioè di quei non lavoratori che dal 1996 senza un contratto e un contributo hanno sopperito a carenze di organico ad ogni livello nella pubblica amministrazione.

Tutte le lotte messe in campo a livello regionale si sono dovute  fermare perché si arrivava quasi sempre ad una manifestazione positiva di volontà politica ma ci si scontrava con le norme relative alle dotazioni organiche ridotte, al blocco delle assunzioni e ai limiti di spesa.

Ora è il momento di verificare le reali intenzioni degli amministratori, ora vanno portate avanti con forza le azioni di lotta per pretendere le assunzioni dovute, perché quello che siamo riusciti ad ottenere con la caparbietà, l’ostinazione e le denunce di questi anni non vada sprecato.

I tempi sono ristretti, entro il 31 gennaio le amministrazioni devono comunicare la volontà di stabilizzazione alla funzione pubblica ed entro il 31 marzo con le convenzioni regionali saranno ripartiti i fondi a seconda delle richieste. Il budget annuale dei 50milioni è stato ulteriormente incrementato di 9 milioni in più a partire dal 2020. Un grazie di cuore ai lavoratori che hanno tenuto duro in questi anni e alla parti politiche che hanno recepito le nostre richieste e le hanno portate a compimento.

Rosalba Guglielmi, coordinatrice regionale Usb Basilicata