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Mafia. Se qualcuno si muove le cose cambiano

Per troppi anni, nel Metapontino, le denunce di sindaci, liberi cittadini, agricoltori, sono state trattate come carta straccia da alcuni esponenti delle istituzioni

Avevamo auspicato in un nostro editoriale del 18 dicembre scorso che qualcuno si decidesse a sciogliere il Comune di Pontepiano, nome di fantasia necessario prima che potesse accadere realmente. Ed è accaduto, qualche giorno dopo. In seguito all’accesso ispettivo dei commissari incaricati delle verifiche, 6 mesi di lavoro, il Comune di Scanzano Jonico è stato sciolto e commissariato per sospette infiltrazioni della criminalità organizzata.

Ora, non sappiamo quanto sia fondato il sospetto. Certo è che la decisione del Consiglio dei Ministri, su richiesta del Ministro dell’Interno, non è stata assunta in base a semplici sospetti. Da troppi anni quella cittadina è teatro di fatti criminosi anche di stampo mafioso (‘ndrangheta).

Da troppi anni in quella zona, le denunce di sindaci, liberi cittadini, agricoltori, sono state trattate come carta straccia da alcuni esponenti delle istituzioni.

Qualche anno fa, in seguito all’ennesimo attentato incendiario ai danni di un’azienda locale, ci recammo sul posto per capire quale fosse il clima intorno a commercianti e imprenditori. Scoprimmo l’acqua calda: paura, omertà indotta dalla paura. Un commerciante all’ingrosso, che aveva il capannone di fronte a quello incendiato, ci chiese di spegnere telecamera e telefonini e tuttavia l’unica cosa che riuscì a dirci fu niente. “Ci sono le telecamere esterne”, se chi indaga vuole beccarli qualcosa la troverà nelle registrazioni video”.

Estorsioni, spaccio di droga, usura, controllo criminale di alcune attività produttive agricole e turistiche. Ma c’è un altro settore intorno al quale si è costruito un sistema criminale che coinvolgerebbe sportelli bancari, colletti bianchi, liberi professionisti, ed è il settore delle aste giudiziarie. Da Scanzano Jonico a tutto il Metapontino sarebbero decine le situazioni opache che avrebbero seminato vittime tra piccoli e medi imprenditori. E sarebbero decine se non centinaia gli acquisti all’asta – poco chiari –  da parte di personaggi di dubbio profilo o di prestanome di insospettabili. E questa opacità del clima in quell’area riguarda anche i contributi dell’Unione Europa in taluni circuiti “imprenditoriali”: fatturazioni e rendicontazioni su cui occorrerebbe che qualcuno ci mettesse il naso.

In quella zona non solo ci sarebbero infiltrazioni criminali e relazioni pericolose in alcuni uffici pubblici, ma settori importanti dell’economia sono appannaggio di interessi mafiosi.

Le operazioni della Dda di Potenza in questi mesi e, in ultimo, lo scioglimento del Comune di Scanzano Jonico, sono il segno inequivocabile che qualcosa si sta seriamente muovendo. E non a caso tutto questo avviene contestualmente alle mutate condizioni in alcuni delicati uffici delle istituzioni. I cittadini dovrebbero avere più fiducia adesso che i fatti dimostrano che lo Stato sta facendo il suo dovere.