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Muore travolto da albero, incidente sul lavoro a Monticchio

La vittima, un operaio forestale di 50 anni, stava effettuando lavori di manutenzione in zona laghi. La Cgil: Episodi inaccettabili, serve impegno concreto delle istituzioni

Un operaio forestale di 50 anni, di Rionero in Vulture, è morto travolto da un albero – a Monticchio mentre stava effettuando lavori di manutenzione nell’area dei laghi. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che stanno facendo le verifiche per accertare la dinamica dell’incidente sul lavoro, e un’eliambulanza del 118 “Basilicata soccorso”, ma a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione effettuati dagli operatori sanitari.

La Flai Cgil e la Cgil Basilicata denunciano la grave assenza di adeguate misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, specie nel lavoro forestale, dove c’è una responsabilità diretta dovuta alla svalorizzazione e al peggioramento delle condizioni di lavoro.

Il lavoro forestale -tuonano i sindacati- si svolge in condizioni precarie senza strumenti e mezzi e presidi di sicurezza. In questa cultura della sottovalutazione è purtroppo spesso considerato un lavoro non lavoro pur trattandosi di un’attività lavorativa importante ed altamente rischiosa come questa richiederebbe maggiori risorse e investimenti in prevenzione.

Occorre riportare al centro sicurezza e dignità del lavoratori quali elementi essenziali dell’organizzazione del lavoro. La sicurezza deve ritornare a essere una priorità per l’azione politico-istituzionale attraverso segni tangibili, a partire dal rafforzamento dell’attività di controllo e prevenzione  degli enti preposti che deve passare necessariamente da nuove assunzioni di personale tecnico e ispettivo: c’è bisogno di un adeguato numero di personale e di risorse.  Il problema della sicurezza del lavoro, la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, il rispetto delle regole devono essere punti centrali dell’azione di Governo  a tutti i livelli di responsabilità, nazionale e territoriale. 

Vaccaro (Uil) e Nardiello (Uila), nell’esprimere vicinanza alla famiglia della vittima ribadiscono che “la questione sicurezza specie nei lavori forestali con un maggiore livello di rischio non può essere ulteriormente sottovalutata”. “Per questo la sicurezza e la formazione degli operatori – aggiungono – devono essere delle priorità che non basta registrare nell’accordo collettivo nazionale di lavoro. Affermare la logica che investire nella prevenzione e nella formazione è lo strumento principale per evitare che le morti bianche si ripetano in ogni posto di lavoro.