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E io pago! Le spese inevitabili dell’ospedale San Carlo di Potenza

Ecco in che mani siamo. Licenziano gli infermieri per mancanza di risorse e usano il denaro per tutt’altre faccende

Il contratto di opera intellettuale stipulato dal Direttore generale all’articolo 5 ha previsto, tra l’altro, che spetta l’integrazione prevista dall’articolo 1, comma 5 bis, del DPCM, per la partecipazione a corsi di formazione ed aggiornamento. Per ottenere questa integrazione in denaro, il Direttore Generale deve documentare all’Azienda la partecipazione ad almeno due iniziative formative, per anno, di valenza nazionale o regionale di interesse sanitario nel settore della gestione ed organizzazione dei servizi sanitari.

Massimo Barresi ha dimostrato di aver partecipato a tre giornate formative, il 27, 28 e 29 novembre 2019, al Forum Risk Management a Firenze “La Sanità che cambia: equità di accesso, innovazione, sostenibilità, professionisti sanitari e cittadini, protagonisti del cambiamento.

Per la partecipazione al seminario Barresi ha incassato oltre 5mila euro. Naturalmente li ha spesi tutti per le tre giornate fiorentina, sempre che abbia utilizzato albergo a 5 stelle, abbia pranzato e cenato in ristoranti esclusivi e viaggiato in prima classe Alitalia. Tuttavia il direttore generale quei soldi non li ha spesi perché non si tratta di rimborso, ma di un compenso integrativo previsto dalla legge, richiesto da Barresi e liquidato dall’Azienda.

Anche il direttore sanitario, Rosario Sisto, partecipa alla tre giorni di Firenze e per lui viene deliberato un compenso integrativo di 3mila e 600 euro, come per legge.

E siamo a 8mila e 600 euro che, se non richiesti dagli interessati, si sarebbero potuti tranquillamente ridurre a rimborso a piè di lista, con un risparmio senza dubbio simbolico, ma importante in questa fase di licenziamenti e di crisi dell’azienda ospedaliera. A questo aggiungiamo oltre 3mila euro mensili per la guardia giurata davanti la porta dell’ufficio di Massimo Barresi, a fare che cosa non si capisce bene.

Aggiungiamo l’affidamento del Servizio di assistenza consulenza e supporto in materia di appalti pubblici che costerà all’azienda circa oltre 38mila euro. Ma come, alla mega azienda ospedaliera San Carlo, con tutti i mega dirigenti tecnici e amministrativi e il supersonico direttore generale non sanno come si fanno le gare d’appalto?

Dulcis in fundo una consulenza legale esterna da 38mila euro. Ma come, con tanto di ufficio legale e personale qualificato, bisogna pagare qualcun altro per affrontare problemi di natura giudiziaria?

La somma, tra oneri accessori e collaterali, di queste spese “inevitabili” fa quasi 100mila euro.

Tutto questo mentre si licenziano infermieri, operatori socio-sanitari, ostetriche e tecnici di laboratorio per causa della grave carenza di risorse. Carenza tutta da capire, atteso che con quelle risorse tra seminari, vigilantes, consulenze soverchie si sarebbero potuti pagare gli stipendi al personale precario per almeno un altro mese.