Quantcast

Puzza e fiammate al Cova: “Analisi Arpab evidenziano livelli di anidride solforosa mai raggiunti prima”

Il 17 dicembre scorso superati i limiti di legge e la soglia di sicurezza. L'Osservatorio Popolare Val d'Agri: "Quali provvedimenti prenderanno la Regione e gli amministratori locali che non si sono per niente sentiti?"

Dopo le rassicurazioni dell’Eni sulla fuoriuscita di gas dai camini del Centro Olio di Viggiano, avvenuta nella notte tra il 16 e 17 dicembre scorsi– per il Cane a sei zampe si tratterebbe di vapore acqueo- l’Osservatorio popolare della Val d’Agri interviene sulla vicenda evidenziando il risultato della analisi Arpab, “per niente rassicuranti”. Un valore mai raggiunto, almeno ufficialmente, di anidride solforosa massima oraria, pari a 614 microgrammi per metro cubo, superiore al limite di legge (350 microgrammi per metro cubo) e perfino alla soglia di allarme (500 microgrammi per metro cubo). 

Facciamo però un passo indietro e con lo stesso Osservatorio ripercorriamo quello che è accaduto tre giorni fa. “Nella notte del 17 dicembre scorso, si assiste all’ennesima sfiaccolata, mentre per tutta la giornata si gode di grande puzza in tutta la valle e grandi rumori. 

Precisamente -ironizza con amarezza l’Osservatorio popoloare- festeggiamo il 110mo nonincidente in 9 anni! Avvertiamno Arpab e Comuni. Tuttavia, durante la giornata non si nota la fiamma di sicurezza, fatto non certamente rassicurante per i cittadini riuniti nell’Osservatorio Popolare della Val d’Agri dato e, contemporaneamente, si assiste alla fuoriuscita copiosa di materiale incombusto dalla fiaccola e dagli altri camini dei termodistruttori.

Non esce nulla invece dal camino della quinta linea, quello bianco e rosso, l’ultimo arrivato, quello relativo alla più moderna tecnologia…semplicemente perché …non c’è più, come si nota nella foto che segue, scatatta il 17 dicembre scorso. 

Che problema c’è sulla quinta linea? –Si chiede l’Osservatorio- Si noti la collocazione che aveva il camino rosso e bianco, invece, in una foto del noninicidente del 19 aprile scorso.

Foto scattata il 19 aprile 2019

Inoltre –spiegano ancora i cittadini- non si sentono suonare le sirene del piano di emergenza interno. Il 19 dicembre poi vengono finalmente pubblicati sul sito di Aprab i dati degli inquinanti delle 5 centraline del Cova, e ci rivelano un’amara sorpresa! Si osserva infatti un valore mai raggiunto, almeno ufficialmente, di anidride solforosa massima oraria, pari a 614 microgrammi per metro cubo, superiore al limite di legge (350 microgrammi per metro cubo) e perfino alla soglia di allarme (500 microgrammi per metro cubo).

E’ la terza volta nella storia delle centraline del Cova che si supera il limite di legge, senza peraltro mai raggiungere un livello così elevato.

Le altre due volte si sono verificati superamenti il 18 novembre 2009, con un livello di 405 microgrammi per metro cubo ed il 30 aprile 2013 dalle ore 16 alle 17. Evidentemente, quello che usciva dai camini e dalla fiaccola il 17 dicembre scorso…non era vapore acqueo! Quali provvedimenti prenderanno la Regione e gli amministratori locali che non si sono per niente sentiti…sono forse troppo impegnati nei mercatini di Natale?

Intanto Eni, il 18 dicembre scorso, ha presentato l’ennesimo sogno ai lucani, (almeno a quelli che ancora abboccano): l‘Energy Valley. Progetto – con un investimento totale di 80 milioni di euro – che, in un “percorso di transizione energetica”, nell’area di Viggiano (Potenza), mira a “creare un distretto industriale basato sulla diversificazione, sulla sostenibilità ambientale e sull’economia circolare”.