Ambiente, a Balvano una sede di Ehpa: “Una class action contro eolico selvaggio”

L'associazione si costituisce a tutela dei cittadini

Il 2020 si apre con una nuova sede di Ehpa a Balvano. Il 14 gennaio scorso si è tenuta l’assemblea per la Costituzione dell’Associazione per la tutela della Salute e dell’Ambiente di Basilicata nella cittadina in provincia di Potenza. Il rappresentante Ehpa di Balvano è Mario Bagnulo. Dopo aver eletto il  responsabile della sede locale gli associati hanno dato corso al dibattito sulle tematiche ambientali.

Ehpa Balvano – si legge in una nota dell’associazione- nasce in particolare a causa dell’aggressione subita da alcuni cittadini ad opera della lobby dell’eolico selvaggio che è  incombente anche sul centro abitato di Balvano e comuni vicinori, spesso collocati in prossimità di abitazioni ed aziende agricole, il tutto ad una distanza inferiore a quella che leggi e buon senso imporrebbero ben più distanti. Non a caso la lotta alla lobby dell’eolico selvaggio sarà  oggetto di intervento presso le autorità competenti ed in termini di obiettivi a medio e lungo termine.

Ehpa Balvano indica come punti prioritari i seguenti: A tutela dei cittadini di Balvano e del Marmo Platano Melandro, dare corso ad immediate comunicazioni alle autorità competenti, sul mancato rispetto delle leggi italiane civili e penali relativamente ai limite di emissione di rumori molesti ed invalidanti, stiamo parlando di limiti assoluti, differenziali e di media.

Denunciare cosa mai fatta fino ad oggi i gravi danni alla falda acquifera, è dimostrato che i pozzi ad uso irriguo presenti in data antecedente alla realizzazione delle pale eoliche ha subito gravi perdite che si ripercuotono sugli agricoltori e sui cittadini in generale che vivono in aree aggredite dall’eolico selvaggio;

Sollecitare il Consiglio Regionale di Basilicata affinché vengano approvati i piani paesaggistici e piani di zonizzazione acustica, la cui assenza si ripercuote tutta e per intero sulla pelle dei cittadini che sono sottoposti all’arroganza di una lobby denominata a giusta ragione dell’eolico selvaggio. Se di principio siamo anche noi favorevoli all’energia eolica. La valutazione sulla allocazione degli aereo generatori non può prescindere dalla necessità di essere valutata caso per caso, con la massima attenzione al paesaggio ed salute delle persone. Tenendo a mente l’art. 32 della Costituzione Italiana se trattasi di articolo immodificabile sicuramente i padri costituenti trasmisero un concetto fondamentale ovvero sulla salute non si può certo contrattare. 

La Regione Basilicata in realtà non contratta alcun ché lascia solo che le cose accadano, purtroppo quelle cose sono i problemi alla salute sofferti da famiglie esposte per lungo tempo al rumore delle turbine eoliche. Problemi che vengono definiti Sindrome da turbina eolica. Per questa ragione Ehpa Balvano, unitamente alle altre sedi dell’associazione presenti in Basilicata e ad Ehpa Basilicata chiederà formalmente che si stabilisca per legge regionale e retroattivamente (con spostamento delle pale già installate) che vi sia un margine di distanza di sicurezza sufficiente a prevenire che il rumore a bassa frequenza delle pale sia percepito dal sistema vestibolare umano, al punto da costituirne una malattia cronica ed un danno alla qualità della vita di  quanti subiscono ininterrottamente l’invasiva presenza delle pale nelle immediate prossimità delle proprie abitazioni. Altro punto di preoccupazione è dato dai numerosi incidenti alle pale che stanno avvenendo in Basilicata, eliche che si spezzano e finiscono sul ciglio della strada e vicino alle abitazioni, altre che tranciano i cavi dell’alta tensione lasciando intere contrade prive dell’energia elettrica per ore se non addirittura per giorni, motori che prendono fuoco insomma di tutto e di più.

Questo e tanto altro ancora è nei propositi di Ehpa Balvano il cui Presidente di sede Mario Bagnulo è in totale corrispondenza con i dettami di Ehpa Basilicata e del suo Presidente Regionale Giuseppe Di Bello. Sono condivise le battaglie contro l’avvelenamento da estrazioni petrolifere e di illeciti smaltimenti di rifiuti, così come le battaglie contro gli inceneritori oggi trasformati nel loro nome (ma solo in quello) in impianti a biomasse e più in generale contro l’aggressione favorita da anni per gli smaltimenti di rifiuti pericolosi allo stato liquido, fangoso o solido in Basilicata a scopo di lucro. Talvolta le società che fanno questa attività a livello industriale sono partecipate per quota azionaria direttamente dalla Regione Basilicata. Fatto questo gravissimo ed intollerabile ma soprattutto in controtendenza rispetto ad altre più lungimiranti realtà che tendono a difendere il proprio territorio ed i propri cittadini.

Ipotizziamo-conclude l’associazione- la possibilità di una vera e propria class action per raggiungere questo obiettivo occorrerà coinvolgere quante più persone tra quanti oggi stanno subendo dei danni e farli, ricordando a tutti che è molto più facile lottare insieme e magari coinvolgere anche altre persone nelle battaglie ambientaliste piuttosto che  fare una guerra a questi poteri in modo disunito, se gli obiettivi sono gli stessi non vediamo cosa può fermare una pluralità di comitati, cittadini ed associazioni sparse sul territorio di Basilicata a combatterli tutti insieme.