Quantcast

Basilicata. La Giunta regionale e la maggioranza che la sostiene campano alla giornata

Nessuna visione strategica. Improvvisazione e pressappochismo

La conferenza stampa di inizio anno del presidente dalla Basilicata Vito Bardi conferma che la Giunta regionale e la maggioranza che la sostiene, navigano a vista. Frammenti di “cose fatte” e “da fare”, non riconducibili a una visione di sviluppo che armonizzi le azioni politiche e le misure amministrative in un piano strategico di cui non si vede nemmeno l’ombra.

Un Piano strategico che Bardi sembra non considerare fondamentale. Gianni Rosa corre in aiuto del presidente e giustifica l’ingiustificabile ritardo con la necessità che si approvi il bilancio, perché – spiega – quel documento è collegato all’altro. Questa affermazione è inesatta e, in parte, sancisce l’approccio – sbagliato – di questa Giunta ai temi dello sviluppo e delle strategie per perseguirlo. Il Piano strategico, che il Consiglio regionale avrebbe dovuto discutere e approvare entro i termini stabiliti dallo Statuto – è il documento che delinea una visione di sviluppo della regione di medio e lungo periodo. È aggiornato ogni tre anni e nulla ha a che fare con i conti di un anno anche se il documento di economia e finanza deve essere coerente con la pianificazione strategica, non il contrario.

La visione, e cioè l’immagine del futuro, la bussola che indica la strada, è sancita nel Piano strategico. A quanto pare i lucani non hanno il diritto di sapere qual è la rotta che questa maggioranza di governo intende seguire per approdare dove. Quale sia l’idea di sviluppo nel quadro di quale sistema economico e sociale, per raggiungere quali traguardi, non lo sappiamo ancora. Il dubbio che non lo sappia neanche Vito Bardi cresce ogni giorno.

La narrazione di oggi in conferenza stampa segue lo schema di altre circostanze: “abbiamo fatto”, “faremo”. Tasselli di un puzzle, buttati sul tavolo a caso, di cui non si vede la forma né la sostanza. Fca, petrolio, infrastrutture, Sanità, le cornici dentro cui Bardi prova a incollare i post-it come in una bacheca qualsiasi. Infanzia, servizi sociali, contrasto alla povertà e alla povertà educativa, spopolamento, criminalità, corruzione, cultura, scuola, sia sul piano politico, sia sul piano delle misure amministrative scompaiono continuamente dagli appunti del presidente. Come se le condizioni dell’infanzia, il caos nei servizi sociali, i problemi della scuola e tutto il resto avessero nulla a che fare con lo sviluppo. Il presidente si lascia andare a dichiarazioni politiche sul taglio dei parlamentari e neanche una parola, neanche una considerazione altrettanto politica, sugli argomenti “cenerentola” della sua maggioranza.

I lucani devono preoccuparsi. Il pressappochismo che caratterizza questa Giunta, la visione frammentata delle questioni, l’approccio pacchiano all’utilizzo delle risorse e alle connessioni strategiche tra azione e pensiero, non promettono nulla di buono. E il fatto che Vito Bardi – come egli ha affermato – si raccordi con Berlusconi, Salvini e Meloni, ci inquieta.