Giornalisti, Ordine a Assostampa assenti alla conferenza di inizio anno di Bardi

"Oltre al mancato invito, ad oggi, non abbiamo riscontrato alcuna disponibilità ad affrontare la grave situazione del sistema dell’informazione in Basilicata"

Illustrissimo Signor Presidente,

siamo spiacenti di doverLe rappresentare la decisione di non partecipare al tradizionale appuntamento di inizio anno promosso dalla Giunta Regionale.

E non soltanto perché, a dispetto di un galateo istituzionale sempre rispettato in passato, Ordine regionale dei giornalisti e Associazione della stampa di Basilicata, stavolta, non hanno ricevuto dalla Presidenza della Regione alcun invito (non può considerarsi tale, infatti, un informale whatsapp inviato da un collega dell’ufficio stampa, nel quale si comunica lo spostamento dell’appuntamento e si ipotizza finanche un incontro, qualche minuto prima della conferenza stampa, per discutere dei problemi dell’informazione in Basilicata).

Ma, soprattutto, perché ad oggi, nonostante ripetute sollecitazioni proposte sin dal giorno del Suo insediamento, non abbiamo riscontrato alcuna disponibilità ad affrontare la grave situazione del sistema dell’informazione in Basilicata.

Una situazione per la quale l’Ordine regionale dei giornalisti e l’Associazione della stampa di Basilicata esprimono grande preoccupazione, anche per gli effetti che essa comporta per il territorio lucano, per le sue comunità, per l’attenuazione di elementari diritti di cittadinanza, oltre che per l’editoria locale e per le condizioni di lavoro di chi in questo settore opera.

Basti pensare, ad esempio, che circa la metà dei paesi lucani, i centri più piccoli, i paesi-polvere delle aree interne, non ricevono neppure più un quotidiano.

Una condizione di minorità che esclude quelle popolazioni dal diritto, costituzionalmente affermato, all’accesso all’informazione, al fine di poter porre i propri cittadini nella condizione di effettuare scelte informate e consapevoli. Così come fondamentale dovrebbe essere il compito di educare i ragazzi alla lettura di quotidiani e periodici all’interno delle scuole, in modo da offrire loro la possibilità non solo di informarsi, ma anche di confrontarsi con linguaggi molteplici e con differenti modalità espressive.

Non affrontare (se non per attuare azioni di sottrazione) i complessi nodi relativi all’informazione in Basilicata – che, va ricordato, parte da una condizione di svantaggio aggiuntivo rispetto allo scenario già difficile nel quale si dibatte l’informazione nell’intero Paese – rappresenta un vulnus molto grave. Oltre a rendere sempre più labili gli spazi dell’informazione e del confronto “interno” al territorio regionale, priva i lucani della possibilità di far sentire la propria voce e – nel rispetto della pluralità di sensibilità e punti di vista – le proprie ragioni nel contesto meridionale e nazionale.

Una regione che vive, in modo travolgente, il dramma dello spopolamento, della denatalità, della fuga (senza ritorno) dei propri giovani – per negazione di opportunità – non dovrebbe rinunciare a cuor leggero al diritto di pensiero e di parola e a sostenere gli strumenti e le competenze professionali che quel pensiero e quella parola possono far circuitare.

Da anni, a onor del vero anche prima dell’insediamento della Giunta da Lei presieduta, giace inattuata in Regione una legge sull’editoria che avrebbe il compito di rimuovere ritardi e svantaggi nel settore. Ma nulla si è fatto.

La questione informazione è tema cruciale per la democrazia. Ne ha dato ripetuta conferma (nell’ultimo anno ci sono stati più di una decina di appelli in tal senso) lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che non ha nascosto le sue preoccupazioni. “L’incondizionata libertà di stampa – ha, tra l’altro, affermato – costituisce elemento portante e fondamentale della democrazia e non può essere oggetto di insidie volte a fiaccarne la piena autonomia e a ridurre il ruolo del giornalismo”.

Ma la libertà di stampa, la pluralità delle voci dell’informazione non possono essere date per scontate una volta per tutte. Hanno bisogno di essere coltivate. Hanno necessità di trovare le condizioni, anche materiali, per poter essere riaffermate. Condizioni che, come abbiamo più volte evidenziato, in Basilicata non hanno trovato sino ad oggi né sufficiente ascolto né adeguati riscontri.

L’Ordine regionale dei giornalisti e l’Associazione della stampa di Basilicata, nell’auspicare una sollecita inversione di tendenza, ribadiscono il proprio impegno a tenere alta l’attenzione su questa materia, nell’interesse della comunità lucana e anche a tutela della dignità dei giornalisti.

Auspicando che, nel rispetto dell’autonomia dei diversi ruoli e delle responsabilità, si possa affrontare con tempestività la questione e ribadendo la nostra disponibilità a ristabilire cordiali relazioni istituzionali improntate a uno spirito costruttivo di collaborazione, cogliamo l’occasione per augurare a Lei e alla Sua Giunta un 2020 all’altezza delle aspettative di tutti e che sia soprattutto un anno positivo per la Basilicata.

Buon lavoro, Signor Presidente.

Domenico Sammartino, presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti Basilicata

Angelo Oliveto presidente dell’Associazione della stampa di Basilicata