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Perché la gente non ascolta?

Le parole muoiono prima di raggiungerci, respinte dalla nostra incapacità ad accoglierle

Si chiacchiera faccia a faccia o magari si discute sui social ma la sensazione che nessuno ascolti l’altro è forte. La gente sente, non ascolta, non accoglie l’altro nei suoi pensieri, aspetta ansiosa il suo turno per parlare. Anzi, spesso neanche aspetta il suo turno, si sovrappone alle parole dell’altro. In un mondo in cui tutti, a prescindere da tutto, hanno qualcosa da dire, paradossalmente nessuno ascolta. E questo perché si ha paura del cambiamento. Ascoltare l’altro mette a rischio le nostre certezze, parlare per imporre il nostro punto di vista è il costante tentativo di confermarle.

Il silenzio, questo sconosciuto. L’ascolto richiede silenzio ed è vero che se tutti facessimo un po’ di silenzio forse qualcosa potremmo capirla. Tuttavia, l’incapacità di ascoltare spesso deriva dalla paura di capire. Non vogliamo capire, perché capire vuol dire “prendere” ciò che l’altro ha da darci, vuol dire “comprendere”, cioè prendere dentro di sé le parole dell’altro, stabilire una relazione di senso tra me e l’altro. Prendere un pensiero, una critica, una riflessione, un concetto, un’esperienza raccontate con le parole del nostro interlocutore ci cambia. E dunque la gente non ascolta perché ha paura di cambiare e di capire.

Siamo tutti muri di gomma in una società che impone il rimbalzo caotico delle parole per svuotarle di senso, per tenerci distanti, per trasformarci in nemici, per renderci schiavi della banalità. Le parole muoiono prima di raggiungerci, respinte dalla nostra incapacità ad accoglierle. Non hanno un posto dove andare. Dovrebbero essere finestre e invece sono muri.

E allora? Impariamo ad amare le parole scritte, i libri. Leggendo ameremo il silenzio e impareremo ad ascoltare.