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Sanità lucana. Assegnata un’altra prebenda agli amici degli amici?

Quella strana delibera di nomina del portavoce del direttore generale dell'Ospedale San Carlo. Un altro stipendio da 1500 euro al mese. A chi serve?

Con una delibera del 30 gennaio 2020, cioè ieri, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Carlo, Massimo Barresi, ha nominato il suo portavoce. Uno stipendio di 1500 euro al mese alla faccia delle priorità della sanità. La nomina è giustificata dalla legge 7 giugno 2000, n. 150, che testualmente recita: “L’organo di vertice dell’amministrazione pubblica può essere coadiuvato da un portavoce, anche esterno all’amministrazione… Qui la delibera di nomina

Quell’incarico dunque è facoltativo, a maggior ragione se il direttore generale ha già a disposizione un addetto stampa con un ufficio stampa. Si tratta di nomina fiduciaria, quindi il mega direttore può incaricare chi gli pare o chi “suggerito” dai suoi sostenitori o tutori politici. Allora ci chiediamo, per quale ragione Barresi ha nominato un portavoce? A che serve?

Ci siamo srotolati il cervello per darci una risposta. Non ci siamo riusciti. Perciò la domanda la rivolgiamo a Massimo Barresi, all’assessore alla sanità Rocco Leone e al presidente Vito Bardi.

La domanda si carica di stupore quando leggiamo il nome dell’incaricata. Crediamo sia impossibile che la signora nominata portavoce sia la madre dell’editore di un giornale che applaude ogni giorno le gesta di Barresi. Non ci sembra affatto verosimile. Perciò lo chiediamo a Barresi. Si tratta di omonimia, oppure la portavoce appena nominata è la stessa persona diventata pubblicista da appena un anno, che è stata legale rappresentante della società Potenza Calcio quando la squadra giocava in Eccellenza ed è la madre dell’editore di un giornale? È la stessa persona che nel 1995 si candidò con il Movimento Lucano a sostegno della destra nelle amministrative potentine?

Abbiamo dubbi che si tratti della stessa persona, in caso contrario sarebbe sconvolgente. Perciò chiediamo lumi al direttore generale il quale farebbe bene a pubblicare il curriculum dell’incaricata. Lo sa Barresi che il curriculum non si tiene “conservato agli atti”, ma si pubblica per trasparenza?

Nella delibera di nomina c’è scritto: Letto il curriculum della Sig.ra …, conservato agli atti della struttura proponente, e riscontrato che la citata professionista è giornalista ed è in possesso di una variegata esperienza professionale maturata nel settore dell’informazione, comunicazione, amministrazione e marketing, funzionale e qualificante per lo svolgimento della funzione di Portavoce…”

Ecco, vorremmo essere tranquillizzati sulla grande professionalità della persona incaricata. Anche perché a quanto pare il ruolo di Portavoce sia piuttosto delicato, richiederebbe grande professionalità, almeno così dice Barresi.

Un’ultima domanda: ma giornalisti professionisti, competenti, precari e magari disoccupati e magari anche giovani, con esperienza, in Basilicata non ci sono? Questa è una domanda retorica, caro Barresi, perché, glielo assicuriamo, ci sono.

Restiamo in attesa delle doverose risposte.