Trasporto pubblico, Consiglio dei Ministri impugna legge della Regione Basilicata

Filt Cgil: "La Regione, oggi come ieri, continua ad affidarsi a cattivi consiglieri, probabilmente interessati affinché tutto rimanga così com’è"

Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge del 28 novembre 2019 con cui la Regione Basilicata ha prorogato l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale.

“Siamo giunti al triste epilogo di una storia annosa”. Così la Filt Cgil, che ricorda di aver “già avvisato, sollecitato e invitato la vecchia e nuova giunta regionale a bandire la gara per il trasporto pubblico locale nel rispetto del regolamento europeo n.1370 del 2007 (art. 5, comma 5) – secondo il quale il contratto non può essere prorogato per più di due anni – oltre che dell’articolo 117 della Costituzione sulla concorrenza.

Dobbiamo dedurre – aggiunge il segretario della Filt Cgil lucana, Luigi Ditella- che, oggi come in passato, la Regione continui ad affidarsi a cattivi consiglieri, probabilmente interessati affinché tutto rimanga così com’è. A nulla sono servite le denunce della Filt Cgil su un sistema al collasso, tra disservizi e lavoratori che non percepiscono lo stipendio.

Da anni sosteniamo che un sistema come quello attuale non può più reggere a causa di un territorio intanto cambiato e quindi con diverse esigenze di servizio. Il tempo dei tatticismi e dei protezionismi è finito, si faccia in fretta e tutto il possibile per scongiurare la catastrofe della sospensione dei servizi che coinvolgerebbe una platea di 1300 lavoratori, oltre a paralizzare l’intera regione.