Truffa. Investe con i soldi dei clienti. Arrestato ex direttore di banca a Irsina

L'inchiesta della Procura: Per un decennio avrebbe sottratto soldi ad alcuni correntisti della Popolare di Puglia e Basilicata

Per circa 10 anni avrebbe sottratto soldi dai conti correnti di alcuni clienti della banca di cui era direttore per investire in borsa, polizze assicurative fasulle e un’attività commerciale

Per questo motivo, Michele Locaico, 56 anni, ex direttore della Banca Popolare di Puglia e Basilicata filiale di Irsina, è stato arrestato nella serata di ieri, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Matera e condotta da Guardia di Finanza e carabinieri. L’uomo è accusato di truffa aggravata, appropriazione indebita, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Dalle indagini, è emerso che l’uomo, approfittando della sua carica dirigenziale avrebbe sottratto, in particolare ad alcuni correntisti anziani, 1 milione e 260mila euro simulando investimenti in polizze assicurative, risultate poi inesistenti, e riscattando premi di polizze inestistenti il tutto ad insaputa dei reali beneficiari.

Gli accertamenti-hanno spiegato gli inquirenti nel corso di una conferenza stampa- hanno consentito di ricostruire il meccanismo truffaldino e appropriativo messo in atto in maniera indisturbata dal Lolaico, consentendo di accertare che lo stesso, in modo disinvolto quanto spregiudicato ha sottratto ingentissime somme di denaro, in parte risultate confluite nell’attività di ristorazione formalmente intestata al figlio, ma di fatto gestita dallo stesso, senza alcun segno di ravvedimento.

Dopo la denuncia formalizzata dai vertici della Banca nei suoi confronti, l’uomo si è sottoposto, su sua richiesta, ad un interrogatorio fornendo una versione edulcorata delle sue manipolazioni di conti ed indicando a ‘giustificazione’ il crollo della borsa che l’avrebbe indotto, per non deludere i clienti, a sottacere circa le perdite finanziarie nell’investimento in borsa e, in alcuni casi, ad integrare le stesse perdite con il suo denaro. Si è accertato, invece, che avrebbe fatto ciò con somme prelevate da altri conti di ignari clienti, che neppure sapevano di aver investito in azioni.

Gli accertamenti contabili condotti dagli inquirenti hanno, consentito di dipanare una incredibile ed inestricabile attività manipolatoria di conti e depositi finalizzata esclusivamente all’appropriazione indebita di somme di denaro, con cui indisturbato l’indagato ha condotto un tenore di vita di gran lunga superiore alla sua situazione reddituale.

Le complesse indagini svolte sono consistite nell’acquisizione di denunce, di documenti presso la Banca, di documenti notarili, di verifiche incrociate, le cui risultanze sono confluite nei capillari ed analitici accertamenti finanziari che hanno consentito la ricostruzione di una incredibile vicenda truffaldina che, in buona sostanza, gli ha consentito di appropriarsi di somme complessive pari a  1.260.670, euro dei quali è stato possibile contestare solo la somma di 777.453 euro per fatti riferibili ad annualità successive al 2012.

Sono 12 i correntisti oggetto delle illecite attività poste in essere dall’indagato che hanno presentato formali denunce.