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Università ridotta in miseria, Adi Basilicata aderisce alla mobilitazione nazionale

L'Associazione dei Dottorandi e dei Dottori di Ricerca lucani partecipa alla manifestazione indetta da "Ricercatori determinati"

Le dimissioni di Fioramonti hanno denunciato una drammatica situazione: Scuola, Università e Ricerca sono ridotte in miseria. A partire dal 2008 l’investimento pubblico sull’Università ha perso 1,5 miliardi di euro; solo l’11% di studenti e studentesse beneficia di una borsa di studio; solo il 6% di fuorisede usufruisce di un posto alloggio e meno del 10% di chi ha un assegno di ricerca attualmente in servizio riuscirà ad ambire alla posizione di docente associato, dunque il 90% del corrente personale di ricerca sarà espulso dall’Università.

A tutto questo abbiamo deciso di reagire, pretendendo un rifinanziamento pubblico dell’Università che migliori le condizioni di studio e di lavoro in questo settore.

Così Adi Basilicata-Associazione dei Dottorandi e dei Dottori di Ricerca in Italia- che, con il sostegno di Flc Basilicata e la partecipazione del Consiglio degli Studenti dell’Università degli Studi della Basilicata, aderirà alla mobilitazione nazionale indetta da “Ricercatori Determinati”. L’incontro si svolgerà giovedì 9 gennaio, alle ore 12, nella Biblioteca Centrale d’Ateneo, sita in via Nazario Sauro, rione Francioso, a Potenza.

Insieme a tutti coloro che intendono partecipare- spiegano in una nota- chiederemo: un decoroso e doveroso rifinanziamento pubblico dell’Università;  una riforma immediata del reclutamento e del pre-ruolo, eliminando le forme di precariato e para-subordinazione; un radicale ripensamento del vigente sistema di valutazione della ricerca; l’aumento per almeno 200 milioni del Fondo Integrativo Statale per il diritto allo studio, così da garantire borse di studio, alloggi e residenze.

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