È stato un miracolo. Mary, malata di fibrosi cistica, ha dato alla luce la bellissima Naike

È accaduto nei giorni scorsi all’ospedale San Carlo di Potenza

Amore, speranza e vittoria sono le parole chiave di questa storia. Fidelis 30 anni e Mary 27 i protagonisti. Li ho incontrati nel reparto Fibrosi Cistica dell’ospedale San Carlo di Potenza.

Fidelis ha insistito perché raccontassimo questa storia. Mary mi conferma che il marito è uno che non si arrende al primo no: “Ci siamo conosciuti su Facebook. All’inizio non mi piaceva- racconta- Lo trovavo troppo appiccicoso. Così per scoraggiarlo gli ho detto che ero malata e che non sarei guarita. Prima di lui altri ragazzi mi avevano mollata per questo”.

Un mese dopo Fidelis, con un mazzo di fiori, si è presentato in ospedale a Potenza, dove Mary si trovava per uno dei tanti ricoveri. “Gli ho ripetuto di non farsi illusioni”. Ma la parola arrendersi questo ragazzo proprio non la contempla nel suo vocabolario. E così tre giorni dopo, Fidelis ha deciso di andare a festeggiare il suo compleanno in ospedale da Mary. Si è presentato, questa volta, con una torta. Tre mesi dopo le ha chiesto di sposarlo. Questo accadeva tre anni fa. Oggi Mary e Fidelis sono diventati genitori di Naike, venuta alla luce nei giorni scorsi nel nosocomio potentino dove la giovane è seguita per la sua malattia, da sei anni.

Quando è nata, la piccola pesava 1,660 chilogrammi per 41 centimetri di lunghezza. Papà Fidelis- non sta nella pelle, mi mostra le foto della bimba- “È venuta alla luce con qualche settimana d’anticipo, ed è stato necessario metterla in incubatrice”.

Mary e Fidelis

Il nome scelto per la piccola non è casuale. Naike è un nome appartenuto a un capo Apache, significa vittorioso. Lo hanno declinato al femminile per celebrare la loro vittoria. Mary ha rischiato di perderla e lei stessa ha rischiato di non farcela quando a settembre, incinta di quattro mesi, un’emorragia polmonare ha messo in serio pericolo le loro vite.

Da allora è rimasta ricoverata nella struttura sanitaria lucana, aspettando di stringere a sé la figlioletta.

Mary e Fidelis da subito hanno desiderato un bambino. “Se non fosse arrivato avremmo tentato la strada dell’adozione”. Fidelis, origini indiane, è stato adottato piccolissimo, da genitori napoletani, ha imparato a moltiplicare l’amore ricevuto e con l’amore ha contagiato sua moglie.

La gravidanza di Mary non era per nulla scontata, con la fibrosi cistica è difficile rimanere incinta, oltre che pericoloso.

“Ho una condanna a morte sulla testa- dice la neo mamma- ma non so la data. Desideravo che una parte di me rimanesse a Fidelis e alla mia famiglia, per ricambiare l’amore ricevuto.  Ho vinto, abbiamo vinto, questa battaglia dopo aver superato diversi ostacoli. Con nostra figlia ricominciamo a vivere”.

Fidelis e Mary

E infatti questi due ragazzi non vedono l’ora di ritornare a casa, a Mesagne, dove ad attenderli c’è Hope, la cagnolina che hanno adottato e che tiene compagnia a Mary quando Fidelis, che presta servizio nella Brigata Marina San Marco a Brindisi, è via per lavoro. Hope, abbandonata con il cordone ombelicale ancora attaccato, è sopravvissuta grazie alle cure di Mary che anche in quel caso non ha mai perso la speranza che quell’esserino a lei affidato potesse farcela.

Amore, speranza e vittoria. Grazie Fidelis e Mary per averci ricordato il significato di queste parole. Intanto, un miracolo è avvenuto. Malata di fibrosi cistica dà alla luce una bellissima bambina.