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Lavoratori licenziati dall’Azienda ospedaliera San Carlo: L’assessore Leone ha mentito

11 operatori socio sanitari dal 1 febbraio sono rimasti a casa. "Faremo ricorso alla giustizia se non ci saranno date risposte"

Qualcuno ai piani alti pare gli abbia detto “andate a chiedere aiuto alle chiese”. A sentirselo dire alcuni degli 11 lavoratori precari dell’azienda ospedaliera San Carlo che non avendo raggiunto i 36 mesi sono, dal 1 febbraio scorso, senza lavoro. Com’è nell’ordine delle cose, tra questi, ci sono famiglie monoreddito, madri con figli all’università che possono contare solo su quello stipendio a fine mese. E per questi “andare alle chiese” significherebbe solo una cosa: andare a chiedere la carità per sopravvivere. Perché di sopravvivere si tratta, se viene meno quell’occupazione precaria su cui fino al 31 gennaio hanno potuto contare gli 11 operatori socio-sanitari dell’azienda ospedaliera San Carlo. 

Migliore sorte è invece toccata ad altri 49 lavoratori precari dell’azienda, di cui 40 operatori socio sanitari, tre ostetriche e sei infermieri che sono stati, invece, stabilizzati a fine gennaio. 

La proroga dei nostri contratti-raccontano gli esclusi- ci era stata assicurata con l’accordo siglato nei mesi scorsi. L’assessore regionale alla Sanità Rocco Leone in un incontro con i sindacati aveva infatti annunciato “la copertura finanziaria anche per il 2020 per tutto il personale a tempo determinato che non ha completato il periodo di 36 mesi“. Evidentemente ciò non è avvenuto ed ora gli Oss rimasti a casa si sentono “figli di un Dio minore”.

“Tra noi -spiegano-ci sono colleghi a cui mancava un giorno per raggiungere i 36 mesi, c’è chi è alla soglia della pensione. Ci sono madri vedove che con questo lavoro portavano avanti una famiglia.

Il 5 febbraio i sindacati hanno incontrato nuovamente l’assessore Leone il quale si è preso due giorni per trovare una soluzione. “Ad oggi- sottolineano- ancora nessuna risposta”.

A conferma di ciò la Uil Fpl. Il segretario aggiunto, Giuseppe Verrastro, spiega che, da parte del sindacato c’è la massima attenzione sulla sorte di questi lavoratori. Anche il sindacalista si chiede il “perché di questa discriminazione. Nell’accordo dei mesi scorsi era stata prevista la proroga per tutti i lavoratori precari”.

Non convince la Uil Fpl neanche la motivazione addotta dalla Uufficio del personale dell’Aor San Carlo secondo cui essendo scaduta la graduatoria non si può procedere alla proroga dei contratti. “Al contrario- spiega Verrastro- se c’è un rapporto di lavoro in essere (e questo è il caso) si può fare”. 

In attesa della risposta di Leone, la Uil Fpl ha già attivato i propri legali per mettere in atto, se ve ne fosse bisogno, azioni a tutela dei diritti di questi lavoratori.