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Parco eolico di Acerenza. Il Consorzio dei produttori biologici scrive a Vittorio Sgarbi

"Aiutaci ad evitare il furto della nostra economia "

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    Illustre Onorevole Sgarbi, siamo un Consorzio di Produttori Biologici con sede operativa in Palazzo San Gervasio (Pz), siamo dediti alla ricerca, sperimentazione, stoccaggio e commercializzazione di antichi cereali che ben si adattano alla coltivazione con metodo biologico (in particolare farro).

    Riteniamo quest’area naturalmente vocata per queste coltivazioni oltre che d’interesse naturalistico e paesaggistico. Alcuni soci, hanno addirittura ritenuto investire in agriturismi, fattorie didattiche, B&B, raccogliendo le domande di quel mercato in crescita del turismo enogastronomico, salutistico, ambientale e culturale. Ovviamente da sempre siamo favorevoli alle energie rinnovabili, e quasi tutti i nostri soci sono dotati di pannelli fotovoltaici per la produzione energetica. Abbiamo con decisione osteggiato pannelli posati a terra (caso Teknosolar a Palazzo San Gervasio) e/o ridosso di beni archeologici.

    Il Parco eolico in oggetto rappresenta, a nostro modo di vedere uno di questi casi, con pale di altezza 150 mt a meno di 4 Km dal borgo e dalla storica Cattedrale di Acerenza di cui Lei, profondo conoscitore di arte, storia e cultura certamente è a conoscenza. Cosa evidentemente sconosciuta ai venticinque firmatari della Commissione VIA del Ministero a Roma, e neanche avrebbero potuto esserne a conoscenza poiché la società I.V.P.C. Power 8 s.p.a. nella relazione di autorizzazione VIA alla pag. 18 elenca le distanze dai principali beni monumentali tralasciando (non sappiamo se per ignoranza o volutamente ma optiamo per la seconda ipotesi) la millenaria Cattedrale e suo belvedere, citando beni minori (del 1900) di uno dei 100 borghi più belli d’Italia, classificata terza in una recente trasmissione televisiva di successo RAI “il borgo dei borghi”.

    Premesso che preliminarmente la Regione Basilicata, i Sindaci dei centri interessati dal Parco eolico e dei comuni limitrofi oltre una ventina di Associazioni culturali e ambientali e imprenditori agricoli del territorio avevano già fatto pervenire osservazioni di diniego al Ministero evidentemente ritenuti insufficienti a non concedere l’autorizzazione a quest’obbrobrio. Per questo chiediamo un Vostro qualificato e disimpegnato parere a tutela dell’area e di cui un’intera popolazione e Regione ve ne sarebbe infinitamente grata. Rimaniamo a disposizione per ogni successivo chiarimento e disponibilità se ritenete utile un sopralluogo a ospitarvi nel nostro borgo.

    Cordialmente Michele Monetta

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