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Vito Bardi aumenta lo stipendio al capo ufficio stampa

Uil: il decreto ha effetto retroattivo

Non sappiamo se anche questa volta il  capo dell’ Ufficio stampa della Regione Basilicata rinuncerà al considerevole aumento del suo stipendio che con decreto del Presidente della Giunta Regionale n.24 del 14.02.2020 viene formalizzato e le cui disposizioni, incredibilmente “trovano applicazione dalla data dell’effettiva presa di servizio” ma la mole  di delibere e decreti a cui stiamo assistendo, non può che richiamare ad un rigore di etica pubblica e di rispetto incondizionato alla legge.

Dopo aver raddoppiato il compenso al capo di gabinetto, per funzioni istituzionali persino ridotte a quelle precedentemente assegnate ed equiparato, il compenso del responsabile del settore legislativo e giuridico a quello dei dirigenti generali, ecco che si aggiunge il terzo decreto presidenziale di spesa pubblica a vantaggio del capo ufficio stampa.

Naturalmente  c’interessa la connotazione di legittimità ed il pieno rispetto alle norme a cui, tanto per intenderci, anche la Regione Basilicata è chiamata a dar corso, ben sapendo che le attese di cambiamento che i lucani hanno espresso così fragorosamente devono essere costantemente allineate a comportamenti istituzionali rivolti all’osservanza rigorosa alle leggi, all’efficacia della spesa, all’etica pubblica.

Eppure dal Presidente Bardi, anche in virtù della sua collaudata esperienza professionale da generale della Guardia di Finanza, ci saremmo aspettati molto di più, attesa la  reiterazione delle proroghe dei dirigenti regionali, sulle procedure di conferimento,  e rotazione degli incarichi su cui solo l’altro giorno abbiamo richiesto alla Regione Basilicata l’accesso agli  atti e su cui siamo intenzionati a formalizzare esposto agli organi competenti.

Ugualmente desta molte perplessità non solo l’aumento e con effetto retroattivo rivolto al capo ufficio stampa della giunta regionale e così differentemente stabilito rispetto al compenso dell’omologo responsabile stampa del Consiglio regionale della Basilicata, ma anche la sua anomala articolazione funzionale negli uffici di diretta collaborazione del Presidente della Regione, atteso che leggi e regolamenti anche dell’Ordine dei giornalisti distinguono nettamente la figura del portavoce che è chiamato a “collaborare direttamente” con l’organo di vertice, cui è legato da un rapporto fiduciario, nella gestione dei “rapporti di carattere politico-istituzionale con gli organi di informazione” da quella del capo ufficio stampa che sebbene debba “conformarsi alle direttive impartite dall’organo di vertice dell’amministrazione” ha comunque lo specifico dovere di assicurare, nei “collegamenti con gli organi di informazione”, il “massimo grado di trasparenza, chiarezza e tempestività delle comunicazioni, in tutte le materie di interesse dell’amministrazione”.