Basilicata. Retribuzioni non pagate agli operai forestali, 4mila famiglie allo stremo

L'appello al presidente Bardi: "Lei ci aveva chiesto di avere fiducia nelle sue capacità. Non ne abbiamo più"

Riceviamo e pubblichiamo la dura nota di due addetti alla forestazione che chiedono al presidente Bardi di intervenire e pagare le restibuzioni arretrate. 

Di seguito il comunicato stampa.

Ad oggi, 30 marzo 2020, gli addetti al settore forestale non hanno percepito ancora la retribuzione del mese di dicembre e gennaio. Siamo a far presente al presidente Bardi di ordinare, ora adesso e subito, ai dirigenti del Dipartimento di competenza a provvedere celermente, senza ulteriori ritardi, alle delibere di pagamento.

Quattromila famiglie lucane attendono e la pazienza non è, e non sarà, più una virtù. Presidente Bardi aveva chiesto tempo e di avere fiducia nelle sue capacità. Non ne abbiamo più. I ritardi cronici nei pagamenti, 3-4 mesi e in alcuni casi anche di un anno, sono scientificamente voluti.

Chiediamo ai Prefetti di Matera e Potenza, e/o ai facenti funzione, di intervenire. Per quanto concerne le criticità del settore forestale, i rappresentanti della Regione Basilicata, ben sanno. Parliamo degli assessori Cupparo e Fanelli e non da ultimo del presidente Bardi. In altri momenti, e in altre sedi, provvederemo alle dovute ed opportune denunce per la gestione feudataria del Consorzio di Bonifica della Basilicata.

Ora il punto è altro. Nel momento in cui Bruxelles e la Bce presi dalla contingenza grave del problema e dopo averci drogato con lo Spread, il Mes, coronabond eurobond e altre cazzate simili, autorizzano gli Stati membri a sforare ogni sorta di patto di stabilità ad utilizzare tutte le risorse economiche necessarie, e tutto ciò che entra subito ed immediatamente nelle vene dei cittadini, ci chiediamo cosa aspettano questi gentiluomini a pagare quanto dovuto.

Siate governanti, non burocrati, perché non tollereremo ulteriori sciatterie politiche. Nel caso in cui non ve ne siate resi conto la tenuta di una società è strettamente correlata alla tranquillità emotiva ed economica dell’individuo. Monta da anni la nostra rabbia. In questa regione il problema non è, e non sarà, la propagazione del coronavirus, ma la propagazione della povertà. E’, da sempre, prerogativa di ogni sorta di potere politico regionale, impoverire il proprio popolo. I dati Istat ne danno ampia conferma. Il tessuto socio economico di questa regione era già compromesso da 25 anni di sciatteria politica di centrosinistra. Non aspetteremo altri 25 anni. Dunque presidente Bardi, agisca. Ci aspettiamo il 1 aprile, presidente, decisioni ferme e condivise. Non tollereremo altri ritardi.

Mario Di Noia, Mariano Nicola Benedetto

Csaf Addetti forestali