Coronavirus Basilicata. Urge vaccino contro i favoritismi

Qualcuno ci ha rimesso la vita, altri la stanno rischiando in trincea

Continuiamo ad avere molte perplessità sulla gestione sanitaria dell’emergenza covid-19. Gravi i ritardi e imbarazzanti i comportamenti di alcuni dirigenti. Intanto, peggiora la qualità della comunicazione istituzionale.

È di oggi il rammarico di due sindaci che hanno saputo dai giornali l’esistenza di casi positivi nel comune da loro amministrati. E da settimane assistiamo a un susseguirsi di errata corrige dell’ufficio stampa della Task Force. Preoccupante la confusione sui numeri e preoccupanti le discordanze informative tra fonti che dovrebbero coordinarsi tra loro. E preoccupa la percezione pubblica di un centro di comando praticamente inesistente.

Fonti interne all’ospedale San Carlo di Potenza continuano ad insistere con la nostra redazione: “dovete denunciare gli inutili favoritismi sulla somministrazione dei test diagnostici – tamponi – effettuati a persone senza sintomi”. Per la verità abbiamo già segnalato in qualche modo queste circostanze, tuttavia non possiamo scrivere oltre senza riscontri documentali o testimonianze dirette. Nessuno, per paura di ritorsioni, vuole metterci la faccia.

La Task Force avrebbe fatto meglio a rendere noti i nomi dei politici a cui sarebbe stato effettuato il tampone, così come hanno fatto in altre Regioni. Non c’è nulla di male a informare i cittadini su questa circostanza che, nel quadro di un’emergenza, avrebbe anche le sue motivazioni. Somministrare preventivamente il test – anche in assenza di sintomi – agli uomini e alle donne che devono guidare le operazioni in questa fase di crisi è legittimo e razionale. Basta dirlo, per evitare inutili pettegolezzi e cattiverie di popolo.

Specie all’interno del San Carlo gli operatori, però, sono arrabbiati perché i test sarebbero stati somministrati anche a gente che con la gestione dell’emergenza nulla ha a che fare. Mentre i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, veri avamposti nella battaglia contro il virus, sono stati abbandonati in trincea costretti a combattere con armi spuntate in attesa di un tampone.

E alcuni che speravano nell’efficienza della macchina dell’emergenza, e dunque nella celerità dei test diagnostici, per causa dei ritardi ci hanno rimesso la vita. Magari quel tampone “regalato” a chi non ne aveva bisogno avrebbe salvato chi ne aveva urgente necessità.

Un’annotazione merita l’Ufficio stampa che invia i comunicati della Giunta e della task force. Le persone che vi lavorano sono le stesse di quando al governo c’erano “quelli di prima” tranne il capo. Ma mai s’è vista tanta confusione, mai tanti imbarazzanti errori quanto in questi 12 mesi di governo del cambiamento. I nostri colleghi dell’ufficio stampa, siamo certi, non hanno alcuna responsabilità. I problemi sono al vertice, a partire dal loro capo e dal coordinatore della Task Force.

Intanto, riformuliamo all’assessore Rocco Leone le stesse domande a cui non ha più risposto circa le presunte corsie preferenziali nella somministrazione dei test.