Coronavirus. Usb: dubbi su utilizzo ospedale di Venosa

Il coordinatore Castelgrande: "Non serve smantellare i pochi servizi esistenti per allestire i nuovi posti per l’emergenza"

La Regione Basilicata sta individuando le strutture sanitarie nelle quali ricoverare i pazienti di Covid-19 non gravi. Venosa sarebbe una delle strutture prese in considerazione. Ci sembra una cosa giusta ma abbiamo dei grossi dubbi sulle conseguenze che ne derivano a cascata per il nostro territorio.

A Venosa è ubicata l’unica struttura pubblica in Regione Basilicata, sia diurna che residenziale, che si occupa di malati di Alzheimer e che andrebbe potenziata e migliorata.  Nel territorio Vulture Alto Bradano non ci sono RSA pubbliche per anziani.

E’ proprio necessario chiudere questi pochi posti letto che danno un poco di respiro alle famiglie della zona? I posti letto di lungodegenza e riabilitazione più vicini sono a Potenza e ad Acerenza. A sofferenza si aggiunge altra sofferenza alle famiglie.

Sarebbe opportuno da parte della Regione indicare con chiarezza i progetti che ha in mente, in quanto non serve smantellare i pochi servizi esistenti per allestire i nuovi posti per l’emergenza, né distrarre il poco personale oggi in servizio, mentre sarebbe auspicabile procedere a nuove assunzioni e potenziare il fabbisogno di personale.

Si vuole porre all’attenzione che a Venosa è esistente anche una vecchia struttura già adibita a Ospedale nel passato ed oggi poco utilizzata, in seguito alla soppressione di funzioni e ai pensionamenti.

Francesco Castelgrande, coordinatore Usb Basilicata