Le ombre sul Consorzio di Bonifica della Basilicata

Gestione “opaca e clientelare”. Delibere di dubbia legittimità e una denuncia ancora nel cassetto della magistratura

Sembrerebbe che l’attuale amministratore unico del Consorzio di Bonifica della Basilicata, Giuseppe Musacchio, sia stato nominato quale componente dell’assemblea consortile in rappresentanza della Regione, con un decreto del presidente della Giunta regionale del 3 luglio 2018. A firmare sarebbe stato l’allora governatore Marcello Pittella. Lo stesso giorno viene nominato il liquidatore dei tre consorzi di bonifica sciolti per dare vita al Consorzio unico.

Sembrerebbe anche che un decreto del Presidente del Consiglio abbia stabilito la sospensione della carica di presidente della Giunta regionale e di Consigliere regionale di Marcello Pittella a decorrere dal 3 luglio 2018, per causa della misura cautelare agli arresti del governatore nel quadro della vicenda “sanitopoli”.

Il dubbio, su cui chiediamo lumi alle autorità di controllo: quella nomina è valida? Cioè è efficace il decreto di Pittella firmato il giorno in cui era già sospeso dalla carica?

Consorzio di bonifica Bradano Metaponto (foto trmtv)

Giuseppe Musacchio dal 2014 ad oggi è stato commissario straordinario degli ex tre consorzi di bonifica, commissario straordinario del consorzio unico di Basilicata, rappresentante della Regione in seno all’assemblea dei soci del Consorzio. Tale nomina attribuisce a Musacchio il 32% dei voti – ai sensi della legge regionale n.1/2017 – perciò di fatto avrebbe un potere determinante nelle deliberazioni assunte dall’organismo consortile. Soprattutto perché, a quanto sembra, la partecipazione degli altri soci alle assemblee e al voto, è ormai ridotta al lumicino. Basta accordarsi con un’organizzazione di rappresentanza degli agricoltori e il gioco è fatto.

Oggi Musacchio è amministratore unico del Consorzio di Bonifica della Basilicata, mentre il commissario liquidatore dei tre consorzi sciolti sarebbe stato nominato sempre da Pittella e, stranamente, non avrebbe mai assunto l’incarico. Che cosa è successo dal 3 luglio 2018, data di nomina del liquidatore, fino ad oggi? E per quali ragioni il liquidatore non si è mai insediato nella sua funzione?

Sembra che in questi anni, sia siano perse, o confuse, le tracce dell’attività e del percorso amministrativo del Consorzio unico. A parere di alcuni agricoltori e loro rappresentanti, ci sarebbe uno scarso controllo sull’operato di questo ente che al momento costa molti euro alla collettività, compreso lo stipendio del suo amministratore unico. Chi controlla? E perché tanto silenzio intorno a una vicenda dai contorni tutti da chiarire?

Ci sarebbero anche aspetti critici di natura politica e di esercizio democratico nella gestione dell’ente. Alcune decisioni – per esempio approvazione del bilancio di previsione – sarebbero state assunte da un’assemblea quasi deserta nella quale il 32% dei voti di Musacchio avrebbe avuto il peso decisivo per rendere legittima la delibera.

Sarebbe interessante conoscere l’opinione del presidente Vito Bardi e dell’assessore regionale all’agricoltura Fanelli. Sembrano distratti, distanti, eppure la questione è seria.

La vicenda sarebbe stata già sottoposta all’attenzione dell’autorità giudiziaria da una denuncia circostanziata presentata da alcune organizzazioni di agricoltori.

Al momento, però, tutto sembra fermo.