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Basilicata. La ricoverano e la dimettono senza tampone mettendo a rischio operatori e pazienti. Intervengono i carabinieri del Nas

Brutta storia. Ragazza proveniente da Roma, ricovero non urgente e senza test covid-19. Accade nel reparto di fisiopatologia respiratoria del presidio ospedaliero di Pescopagano

Ci risiamo. Sembra che si continui ad agire come se nulla fosse. Ragazza vive a Roma, ricoverata a Pescopagano, reparto di fisiopatologia respiratoria. Sarebbe stata invitata al ricovero in Basilicata dallo stesso medico del reparto, di sua iniziativa. Ma dove sono finite le disposizioni che vietano i ricoveri da fuori regione e non urgenti? Sembra che alla paziente non sia stato effettuato il tampone prima dell’ingresso nella struttura ospedaliera. Paziente che sarebbe dovuta passare da un pre-triage per l’accertamento della negatività al covid-19 prima del ricovero e al momento delle dimissioni.  Dunque niente test all’ingresso e niente test all’uscita? Fatto sta che sono intervenuti i carabinieri del Nas che adesso stanno indagando sull’episodio.

La ragazza è stata ricoverata l’11 aprile e dimessa lunedì 20 aprile.

Eppure, in quel reparto è alta la presenza di persone anziane a rischio di infezione e dunque le misure di prevenzione dovrebbe essere rispettate alla lettera. È grande il malumore tra il personale sanitario e sale la preoccupazione per comportamenti rischiosissimi come quello raccontato.

Pare che, ci dicono fonti interne, il referto delle dimissioni sarebbe sparito. Chi avrebbe suggerito questa furbesca e illegale soluzione? Lo chiediamo a Massimo Barresi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Carlo di cui fa parte il presidio di Pescopagano. Naturalmente a lui chiediamo chiarimenti su tutta la vicenda.

La paziente sarebbe figlia di un impiegato del servizio sanitario regionale. Avrebbe dunque beneficiato di un privilegio che si è poi rivelato un rischio per la salute propria e degli altri pazienti.

Ci troviamo di fronte all’ennesima violazione delle disposizioni nazionali e regionali di contrasto al covid-19.

Sia l’assessore alla Salute, sia il responsabile della Task Force e lo stesso Massimo Barresi sarebbero stati informati della vicenda il 14 aprile scorso, tre giorni dopo l’avvenuto ricovero. Probabilmente nessuno si aspettava che la paziente sarebbe stata dimessa senza test covid-19 e che sarebbero intervenuti i carabinieri del Nas.

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