Basilicata, trasporto pubblico nel caos: Assenza di adeguati dpi, lavoratori senza stipendio e lo spettro dei licenziamenti

Di Tella (Filt Cgil): "Settore completamente abbandonato dalla Regione Basilicata"

Il clima che stiamo vivendo in Basilicata in questi giorni surreale e per certi aspetti omertosi è quello di totale incertezza sul futuro dei trasporti e dell’autotrasporto.

Andiamo per gradi partendo dalla data del 1 aprile. A quella data infatti il servizio di trasporto pubblico extraurbano in tutto il territorio della Basilicata si sarebbe dovuto fermare. Questo è quanto aveva dichiarato il consorzio che gestisce il servizio che intanto ha ancora attiva una procedura di licenziamento collettivo in mano. Tale procedure, prevista dalla legge 223/91, non è conclusa e potrebbe portare al licenziamento di oltre 1000 lavoratori del comparto, che nel frattempo si trovano in regime di ammortizzatori sociali. L’ufficio regionale del lavoro ha infatti convocato i sindacati per mercoledì 22 aprire al fine chiudere la procedura. Se la Regione non sarà in grado di dare risposta entro quella data, partiranno i licenziamenti.

Anche il servizio urbano a Potenza, gestito dall’azienda Trotta, non ha recepito quelli che sono i protocolli di sicurezza facendo girare mezzi con un’unica porta in prossimità della postazione dell’autista, mettendo a rischio la salute degli utenti e dei lavoratori. Infine gli autisti dell’autotrasporto continuano a vivere una situazione di forte stress perché costretti a svolgere un lavoro essenziale per l’approvvigionamento dei beni primari spesso con scarsi dispositivi di protezione individuale e supporti logistici ridotti al minimo, con misure restrittive che gli obbligano a vivere segregati nel proprio mezzo e con le società datoriali che spingono per aumentare ancora di più le ore di lavoro e ridurre quelle di riposo.

In tutto ciò molte aziende di trasporto non pagano i dipendenti, soprattutto nella provincia di Matera, come Chiruzzi e Nolè, molte linee sono saltate senza alcuna motivazione lasciando a piedi quei pochi lavoratori che ancora continuano a lavorare nelle zone industriali e le misure di sicurezza per il contenimento del virus cominciano ad allentarsi.

In tutto ciò, in pieno stile militare, l’assessore regionale al ramo non risponde più a nessuno se non al proprio “generale” lasciando nel totale abbandono un settore che potrebbe collassare, facendoci fare un passo indietro a tutto il settore dei trasporti che, lo ricordiamo, vale 120 milioni l’anno e che quindi non può essere gestito come un palazzo condominiale.

Luigi Ditella Segretario generale Filt Cgil Basilicata

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