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Coronavirus Basilicata. L’Unione degli Studenti chiede un tavolo di confronto al presidente Bardi

"Riteniamo che il diritto allo studio non debba essere trascurato"

L’emergenza Covid-19 ha determinato un radicale cambiamento delle nostre vite quotidiane e dell’assetto sociale. In questo momento di emergenza si sono adottate delle forme didattiche alternative per mantenere costante il percorso formativo e l’interazione docente-studente. In questa fase storica stiamo riformulando numerose attività sociali e riorganizzando il sistema didattico, che non può essere posto in secondo piano.

Riteniamo perciò che il diritto allo studio non debba essere trascurato o posto in una posizione di minor importanza nella nostra regione, soprattutto nell’attuale emergenza, in cui il sapere e la conoscenza vanno garantiti a tutti e a tutte.

Oltre alle istanze che con la nostra struttura nazionale portiamo sul tavolo della ministra, abbiamo elaborato una serie di richieste specifiche alla Regione Basilicata, contenute nella nostra piattaforma “La colpa non è nostra”, affinché possa intervenire concretamente per abbattere qualsiasi ostacolo di ordine economico, materiale e culturale all’accesso all’istruzione, favorendo la piena partecipazione ai sistemi educativi e formativi.

Anche sulla base dei dati raccolti con il questionario organizzato dalle consulte provinciali lucane (Potenza e Matera) e come sindacato degli studenti e delle studentesse della Basilicata, avanziamo le seguenti richieste alla Regione e all’Ufficio Scolastico Regionale, atte alla promozione della continuità ai percorsi di scolarizzazione e di educazione permanente e a garantire il diritto allo studio anche in questo periodo di emergenza:

Deroga validità degli abbonamenti a trasporti pubblici alla riapertura di scuole e università

Chiediamo che la Regione Basilicata e l’Assessorato di competenza si attivino per la deroga degli abbonamenti ai servizi di trasporto ad emergenza conclusa. La nostra regione presenta una geografia ricca di piccoli paesi e il numero di studenti e studentesse che utilizzano trasporti pubblici per raggiungere istituti scolastici fuori dalla città di residenza è considerevole; la maggior parte degli studenti e delle studentesse della nostra regione continua a pagare il non indifferente costo dei trasporti. Questa problematica grava sulle spalle anche di studenti universitari con residenza lucana, che viaggiano su linee di trasporto interregionali per studiare in atenei pugliesi: non possiamo pagare ciò che non stiamo utilizzando.

Istituzione di un fondo regionale integrativo straordinario per connettività e device

Chiediamo alla Regione Basilicata l’istituzione di un fondo regionale integrativo straordinario, oltre quelli già stanziati dal Ministero dell’Istruzione, da destinare alle famiglie lucane che non dispongono di connessione e dispositivi elettronici per garantire ai propri figli l’accesso alla rete internet e alle piattaforme necessarie per la didattica a distanza (come è emerso nel sondaggio realizzato con le Consulte provinciali lucane, il 17,5 % degli studenti dichiara di non possedere questi strumenti).

L’individuazione dei criteri di ripartizione e di erogazione dei bonus cumulativi alle famiglie meno abbienti si assumono come oggetto di specificazione attuativa in sede di contrattazione. La didattica online non deve produrre disuguaglianze sociali, ma deve farsi garante delle pari opportunità per ogni singolo cittadino. La creazione di questo fondo è essenziale per assicurare a ciascuno studente lucano che venga rispettato e tutelato il diritto allo studio, nel rispetto dei livelli essenziali di prestazione stabiliti dallo Stato (LEP).

Istituzione di un Osservatorio regionale sulla didattica a distanza per garantire il diritto allo studio

Chiediamo alla Regione Basilicata di istituire un Osservatorio di monitoraggio sulle modalità didattiche a distanza al fine di garantire la loro accessibilità a tutto il tessuto studentesco regionale. Tale Osservatorio assolverebbe a due funzioni specifiche:

di monitoraggio sui metodi di ripartizione dei fondi che le istituzioni scolastiche hanno ricevuto direttamente dal Ministero centrale per potenziare il “bagaglio” di strumentazione digitale, controllando il loro reale utilizzo per l’acquisto di device e dotazioni tecnologiche e per garantire nella realtà effettiva il diritto allo studio a tutti gli studenti. In tal modo l’Osservatorio interverrebbe in caso di speculazioni volte al dirottamento di quei fondi per altri interessi dell’istituto, diversi dal potenziamento delle misure di diritto allo studio;

di controllo complessivo sulle prassi didattiche online, evitando che dirigenti possano bypassare il confronto democratico nei Consigli d’Istituto sulla riorganizzazione dei fondi per il potenziamento delle strumentazioni scolastiche, assumendo come oggetto di valutazione l’insieme delle modalità di didattica a distanza.

Individuazione di una piattaforma comune nelle classi per le lezioni a distanza

Chiediamo all’Ufficio Scolastico Regionale e alla Regione Basilicata di intervenire affinché le diverse piattaforme utilizzate dai docenti di un consiglio di classe convergano in una singola piattaforma comune, nel rispetto della libertà d’insegnamento. La didattica a distanza è un nuovo metodo di didattica mai sperimentato nelle scuole pubbliche italiane. È necessario mettere ordine dentro la situazione caotica venutasi a creare all’interno delle diverse classi. A tal proposito è necessario citare i dati statistici rilevati dalla Consulta Provinciale degli Studenti della provincia di Potenza in collaborazione con la CPS della Provincia di Matera, in particolare essi constatano che solo il 60.3% degli intervistati dichiara che gli insegnanti del proprio consiglio di classe usano la medesima piattaforma, mentre per il restante 39.7% questo non avviene. Sollecitiamo gli enti in indirizzo ad impegnarsi nella risoluzione del problema.

Individuazione di indicazioni chiare per valutazioni, assegnazione compiti e materiali, pratiche didattiche

Pur considerando la libertà di insegnamento un principio indiscutibile, chiediamo che l’Ufficio Scolastico Regionale e la Regione Basilicata si facciano promotori di precise linee guida e indicazioni chiare sulle modalità didattiche, che possano essere denominatori comuni per i singoli istituti. Nella nota del 17 marzo del 2020 il Ministero dell’Istruzione già raccomandava:”… occorre evitare sovrapposizioni e curare che il numero dei compiti assegnati sia concordato tra i docenti, in modo da scongiurare un eccessivo carico cognitivo.” Pervengono infatti a questa organizzazione studentesca diverse segnalazioni, che evidenziano in alcuni casi un carico cognitivo addirittura triplicato. La didattica a distanza non deve essere solo mera assegnazione di compiti e non può riprodurre la tradizionale lezione frontale in classe: deve essere uno strumento complementare e inclusivo, che permetta lo sviluppo di una prassi interattiva. È inoltre opportuno che il diritto alla Privacy Familiare sia garantito, in particolare non mancano segnalazioni sull’obbligo imposto da docenti o dirigenti scolastici sull’utilizzo della webcam durante le videolezioni. Pur essendo coscienti della nostra necessaria collaborazione, come previsto

dalla legge, la mancanza di webcam non può essere un criterio penalizzante e il fatto di non averla non deve essere oggetto di esclusione dalle lezioni. Lo studente che non possiede una webcam o qualsiasi altro strumento che gli consenta di partecipare ad una videolezione, non deve essere obbligato ad acquistare gli accessori necessari ed inoltre ad usare la​ webcam, se da ​ tale impiego possa sovrapporsi la lesione di un altro diritto, quale ad esempio quello alla privacy familiare.

Attivazione sportello psicologico

Chiediamo alla regione Basilicata di attivare uno sportello d’ascolto, poiché il periodo prolungato di isolamento domiciliare può essere altamente lesivo a livello emotivo per i processi formativi degli studenti, i quali sono sottratti dalle loro quotidiane relazioni sociali. L’attivazione dello sportello per lo studente è essenziale in questo periodo di distanziamento sociale e avrebbe le seguenti funzioni: 1. assistenza per ogni tipo di necessità; 2. ricevimento di ogni istanza, domanda o richiesta da parte dei soggetti interessati; 3. inoltro di tali istanze ai soggetti e alle autorità competenti per la decisione, previa valutazione della correttezza;

Pur restando a casa, infatti, i nostri diritti non vanno in quarantena, anzi, abbiamo bisogno ancora di più, in questo momento delicato, di figure che ci supportino e ci aiutino a superare questo periodo di isolamento con la massima serenità possibile.

Sanificazione luoghi della formazione

Chiediamo alla Regione di intervenire per adottare procedure di sanificazione nei luoghi di formazione prima del ritorno a scuola. È opportuno garantire la ripresa delle attività formative senza rischi. Sono infatti ormai note la rapidità e facilità del contagio, per cui è necessario rendere sicuri gli spazi studenteschi.

Stefano Lopes ​ – coordinatore regionale Unione degli Studenti Basilicata

Antonio Simonetti ​ – coordinatore Unione degli Studenti Melfi