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Coronavirus. Cittadini protestano: “dobbiamo mangiare, andremo davanti ai supermercati a fare la spesa gratis”

In Basilicata si sono perse le tracce degli assegni ai beneficiari del reddito minimo

Dopo il gruppo organizzato di Palermo che davanti alle casse di un supermercato, con i carelli pieni, ha gridato “Basta stare a casa, non abbiamo soldi per pagare, dobbiamo mangiare” e dopo gli scippi per strada dei sacchetti della spesa in Campania, i taccheggi continui di merce sugli scaffali, le rapine ai punti vendita aperti, può essere la volta di Potenza e di tutta la regione Basilicata. Le fasce più deboli versano, ora, in una situazione d’emergenza. Non ci riferiamo all’avviso dei bonus spesa pubblicati dai diversi comuni per l’emergenza Covid-19 ma ad una situazione che, paradossalmente, dovrebbe presentarsi stabile e, invece, non lo è perché le amministrazioni regionali non sono capaci di mettersi d’accordo sotto il profilo organizzativo.

Il fatto. Facciamo un passo indietro e torniamo al mese di febbraio. Dal giorno 15 al 20, i beneficiari del Rmi (Reddito minimo d’inserimento) ricevono la quota mensile del lavoro svolto nei vari centri operativi (aziende, comuni, …). Mentre le card sono state ricaricate (anche se con qualche giorno di ritardo, fisiologico in questo periodo), degli assegni non c’è traccia. Di questa operazione ad occuparsene è l’Arlab (Agenzia regionale per il lavoro) che dal 31 marzo, dopo l’emersione del primo caso Covi – 19, è stata chiusa e il personale è stato esonerato fino a data da destinarsi per sottoporlo all’isolamento domiciliare. Grazie allo smartworking i dipendenti hanno continuato a lavorare per garantire le liquidazioni per i 1600 lucani coinvolti. “Per il mese di marzo – dichiarano all’Arlab – sono state erogate nella misura massima prevista indipendentemente dalle ore effettuate”.

La Regione. “Si è reso necessario attivare un servizio sostitutivo ed urgente per la consegna degli assegni”. Queste le parole dell’assessore regionale Francesco Cupparo in un comunicato pubblicato ieri. Il servizio è stato pertanto affidato alla ditta Cosmopol Basilicata Srl. La consegna degli assegni ai Comuni di residenza dei beneficiari avrà inizio oggi, martedì 7 aprile, per concludersi presumibilmente entro le successive 24 ore.

L’Arlab e il Comune. L’altro ieri mattina, siamo andati all’Arlab e c’erano due dipendenti della Cosmopol che ci hanno detto: “gli uffici sono chiusi”. Alla domanda “come si fa a ritirare gli assegni?” loro, indicando la cartellina che avevano sotto il braccio, hanno risposto: “gli assegni sono qua dentro e saranno ritirati direttamente in banca o al Comune di residenza oppure tramite raccomandata”. Ieri, ci siamo recati al Comune di Potenza, agli uffici dei servizi sociali. In portineria c’erano un dipendente della Cosmopol e un addetto comunale. Abbiamo chiesto informazioni: “per ritirare gli assegni?”. Non sapevano di cosa stessimo parlando, hanno provato a chiedere chiarimenti alla Polizia Municipale che, non sapendo niente, ci ha suggerito di “provare a chiedere agli uffici dei servizi sociali”. L’addetto, salito al piano, perché noi con le nuove norme non possiamo,  dopo essersi informati ci ha liquidato dicendo “chiameranno loro”. Il problema è  come e quando. È possibile avere delle risposte certe?

Intanto monta la protesta. “Ho le bollette da pagare!”, “Ma ci prendono in giro?”, “Non è possibile, siamo senza soldi, qualcuno deve fare il suo dovere e occuparsene”, “Chiamassero la Protezione Civile e li portassero ai Comuni”, “Se ancora quelli di febbraio non sono arrivati, cosa succederà per le spettanze di marzo che dovrebbero arrivare il 15 di questo mese?”, “è da febbraio che non riceviamo soldi, fra poco andremo davanti ai supermercati a fare la spesa gratis”. Questo è quello che dicono i beneficiari del Reddito minimo di inserimento.