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Coronavirus e crisi. L’immoralità dell’Europa

Quanto potrà durare questa situazione se la sensazione che si prova alzandosi la mattina è quella di essere precipitati nell’incubo di una dominazione straniera?

Non credo sia giusto che i cittadini del Sud Europa si sveglino con l’angoscia, non solo per il Covid – 19 ma anche per le incertezze costanti che l’Europa ci butta sul groppone tutte le volte che si riunisce insieme alle implicite minacce di un futuro di povertà priva di sbocchi.

Quanto potrà durare l’Unione Europea se i propri cittadini temono le decisioni dei suoi vertici e invece di vedere la Casa Comune come fonte di soluzioni la vedono come minaccia?

Quanto potrà durare questa situazione se la sensazione che si prova alzandosi la mattina è quella di essere precipitati nell’incubo di una dominazione straniera?

Forse per sempre, perché i vertici europei contano sul principio della rana bollita di Noam Chomsky  ma, forse proprio l’accelerazione indotta dal coronavirus e della evidente negligenza dell’Europa per affrontare la situazione, ci si potrà salvare saltando fuori dal pentolone prima di essere bolliti.

Oppure quanto ci metteremo tutti per precipitarci nelle braccia di Salvini e Meloni con la stessa speranza con cui un naufrago che sta per affogare si aggrappa ad un legno marcio che sta già affondando di suo?

Esagero? Non credo.