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Basilicata coronavirus. Le avventure del direttore generale dell’ospedale San Carlo

In piena emergenza fanno strani progetti per il futuro, il futuro di chi? Pensano alle telecamere anziché alle infrastrutture e alle tecnologie mediche

Ancora una volta abbiamo da fare alcune domande al direttore generale dell’Aor San Carlo di Potenza. E anche questa volta – dati i precedenti – non abbiamo molta speranza in una risposta. Tuttavia, dobbiamo informare l’opinione pubblica, a prescindere. Si tratta di un progetto denominato “SmartSanCarlo40”.

Premessa, il Fondo di rotazione

Il Fondo è stato istituito con  Delibera della Giunta Regionae_n°_378 del 30 aprile 2018, nel quadro del Patto per lo sviluppo della Basilicata.

Il fondo di rotazione e garanzia è finalizzato unicamente alla concessione di una partecipazione a copertura dei costi di progettazione e oneri connessi. Scopo del Fondo è sostanzialmente di consentire agli enti di proporre a cofinanziamento comunitario, a finanziamento statale e regionale interventi già dotati di progettazione.

Il Fondo finanzia, mediante contributo a garanzia, le spese per la predisposizione di progetti di fattibilità tecnica ed economica; progetti definitivi; progetti esecutivi. La dotazione complessiva del Fondo è pari a 5,6milioni di euro. Le percentuali di copertura dei costi di progettazione sull’importo dell’investimento, nel caso del San Carlo, variano dal 2 al 4%.

Bene, fatta questa necessaria premessa, andiamo alla questione.

 Il progetto “SmartSanCarlo40”

Il progetto, o meglio il costo della progettazione, è candidato al Fondo di rotazione e garanzia di cui sopra. Di che si tratta? In sintesi il progetto prevede il potenziamento dell’infrastruttura informatica ospedaliera dell’intera Azienda, e della strumentazione per le telecomunicazioni “al fine di renderle allo stesso tempo sicure e resilienti per poter supportare le applicazioni di telemedicina, di collaborazione tra medici distribuiti sul territorio, informazione ai cittadini, gestione efficiente dei plessi ospedalieri”. E questo perché “la pandemia di Covid-19 in corso, ha messo in evidenza che in situazioni critiche ci sono dei fattori che assumono una rilevanza strategica per assicurare il servizio ai cittadini”, dicono loro.

Diciamo subito che la  delibera di approvazione del progetto, datata 30 aprile 2020, è scritta malissimo

Salta subito all’occhio il focus deliberativo che riguarda il costo della progettazione – 183mila euro incluso iva –  e non l’intero importo del presunto investimento, 5,6 milioni di euro. Quindi l’Aor San Carlo approva un progetto indicando esclusivamente i costi di progettazione. Negli allegati, che sono apparsi in modo confuso sull’albo pretorio, si capisce che è stato redatto un progetto di fattibilità tecnica ed economica, un elenco della spesa, e un crono programma.  Gli allegati sono qui, così vi fate un’idea della “complessità” – si fa per dire – del progetto. Allegati che in un primo momento erano costituiti da 4 paginette, e successivamente, vale a dire il giorno dopo, finalmente hanno sostituito quelle paginette con circa 50 pagine che assomigliano a un vero progetto. La fretta, la fretta fa brutti scherzi.

Chi lo ha redatto?

Lo dicono loro: “il progetto allegato, redatto dal Direttore della U.O.C. SIO, Ing. Pier Paolo Galli, in collaborazione con il consulente informatico del Direttore Generale, Dott. Pasquale Indizio, pone in evidenza i punti ritenuti critici dell’attuale infrastruttura ICT proponendo interventi risolutivi come, tra gli altri, il potenziamento delle reti LAN delle singole sedi, il potenziamento del sistema di videosorveglianza e un nuovo Sistema di Controllo Accessi (ACM – Access Control Manager), Rete di copertura LoraWan e IOT, Rete di copertura WiFi, il potenziamento dell’attuale infrastrutture tecnologica e della centrale operativa”.

Che cosa hanno redatto?

Bene, lasciamo agli esperti la valutazione sul computo metrico che qui alleghiamo e diamo un’occhiata al quadro economico.

Se escludiamo l’Iva le risorse nette ammontano a 4,650 milioni di euro. I costi per gli impianti e le attrezzature assorbono 4,074 milioni. E il resto? Presto detto: 575mila euro  di cui  75mila per personale dipendente, 290mila per personale esterno tra progettazione esecutiva e direzione dei lavori, 30mila per costi di organizzazione, 150mila per altre consulenze; 30mila euro per pubblicazioni. E in quei 4,074 milioni ci sono anche non ben precisati servizi di addestramento e supporto all’avviamento per 500mila euro e ben 1,86 milioni di euro per adeguamento servizi di video sorveglianza. Insomma,…

Qualche domanda

A questo punto cominciamo con qualche domanda. Da dove saltano fuori i 183 mila euro, iva inclusa di 33mila euro, approvati con la delibera? A guardare il quadro economico sembrano riferiti a due voci di costo: 150mila euro per personale esterno/consulenti oppure ai 150mila della voce “altre consulenze”. E questo perché 150mila +iva fa 183mila.  Sarebbe stato più chiaro in delibera scrivere 150mila + iva, anziché 183 mila compreso iva. Ma tant’è.

Se il progetto è stato redatto da personale tecnico esperto già in carico all’Azienda e quindi già pagato, e da un volontario, chi sarà il destinatario delle risorse per la progettazione? Chi saranno i consulenti e il personale esterno per progettazione e direzione lavori?  Perché scrivete in delibera “approvazione del progetto” allegando 4 fogli alla spicciolata e il giorno dopo rimediare con 50 pagine di progetto? Semplice errore, come sempre.

I cittadini possono sapere che cosa vuol dire costi di organizzazione? Si può sapere che cosa dovete pubblicare con 30mila euro? E questo progetto da 5,6milioni di euro è candidato a quale finanziamento?

Queste domande non sarebbero servite se la delibera e gli allegati fossero stati più chiari. Per esempio sarebbe interessante leggere anche il nome, inesistente, del responsabile unico del procedimento.

Un’altra stranezza semina perplessità sulla faccenda. Il direttore generale non delibera di approvare il costo della progettazione pari a 183mila, ma delibera di approvare “il progetto denominato SmartSanCarlo40 per una spesa prevista pari a 183mila euro. E se la lingua italiana ha ancora una sua dignità, emerge una confusione incredibile tra progetto e progettazione.

Insomma, chiunque se ne intenda di progetti da candidare a finanziamenti o cofinanziamenti, dia un’occhiata e ci faccia sapere. Computo metrico, cronoprogramma

Il consulente informatico Pasquale Indizio

Il progetto sarebbe stato redatto con la collaborazione del consulente informatico volontario del direttore generale, Pasquale Indizio. Chi è?

È il 31 ottobre 2019, il direttore generale dell’Aor San Carlo di Potenza, Massimo Barresi, conferisce l’ incarico, a titolo gratuito per attività di supporto tecnico informatico a un dirigente in pensione ex direttore dei servizi informatici dell’ospedale Cardarelli che si chiama Pasquale Indizio. Voci interne al Cardarelli di Napoli parlano di un pensionamento “forzato” gentilmente sollecitato dalla direzione amministrativa dell’ospedale per causa sembra dello scandalo scoppiato nell’aprile 2017 relativo a 500mila esami abusivi che sarebbero stati possibili anche perché qualcuno avrebbe violato i sistemi informatici dell’ospedale. Pasquale Indizio, sottolineiamo, non è stato in alcun modo coinvolto nella vicenda.

Il volontario in pensione sarebbe stato direttore dei servizi informatici della N.O.R.A.A LTD, una società del Regno Unito costituita il 30 gennaio 2017 con sede legale a Londra, il cui oggetto sociale è: “altre attività di servizi di supporto alle imprese non classificate altrove”. Altre sorgenti segnalano un’attività di trattamento dati.

Chissà di che cosa si occupava realmente quella società che, sembra, abbia cessato le attività nel luglio 2018 cedendo ad altra società il business. Ciò che appare strano è che Pasquale Indizio nel periodo in cui è direttore dei servizi informatici in un’azienda ospedaliera pubblica copre lo stesso incarico in un’azienda privata. Pasquale Indizio della Noraa Ltd è lo stesso Pasquale Indizio direttore dei servizi informatici del Cardarelli di Napoli? Soltanto lui può dircelo. E se è lo stesso che cosa ci faceva in quella Società? Soltanto lui può dircelo. Per la verità, queste domande gli sono già state poste dal nostro giornale il 26 novembre 2019. Non ha ancora risposto. Risulta che quella società, seppure al momento della costituzione, avesse sede legale a Londra, aveva una sede (operativa?) a Napoli.  E pare che Pasquale Indizio sia ancora attivo nel settore dei servizi informatici, con quali partner? A proposito, stiamo ancora aspettando che Massimo Barresi renda pubblico il curriculum del suo consulente informatico volontario.

Conclusioni provvisorie

In piena emergenza covid-19 è urgente prevedere un investimento a medio termine per il potenziamento dell’infrastruttura informatica anziché un investimento sulle infrastrutture e le tecnologie mediche? Quelle anticipazioni sui costi di progettazioni dovranno essere restituite anche nel caso di mancata approvazione del progetto e dunque sarebbe un costo, a quel punto inutile, per l’azienda ospedaliera. E che cosa c’entra con l’emergenza pandemia un intervento massiccio di adeguamento dei servizi di videosorveglianza che se tutto va bene sarà concluso tra un paio d’anni? E ammettiamo il caso che a breve comincino i lavori, sarebbe razionale proprio in questa fase caotica e di emergenza introdurre interferenze nel corso della gestione emergenziale?

Insomma, come al solito, qualcosa non quadra. Ecco perché facciamo le domande, per avere risposte che ci aiutino a quadrare. In fondo, non siamo esperti di cose così complicate.