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Covid Basilicata. Nella fase 2 guardia alta per prevenire illegalità

A Potenza la Conferenza regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza per analizzare le misure da attuare con la ripresa

Si è riunita oggi in Prefettura la Conferenza regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza, presieduta dal Prefetto di Potenza Annunziato Vardè, con la partecipazione del Presidente della Regione Basilicata, del Procuratore Distrettuale della Repubblica di Potenza, del Prefetto di Matera, dei Presidenti delle Province di Potenza e Matera, dei Sindaci dei Comuni di Potenza e Matera, dei Questori di Potenza e Matera, del Comandante Legione Carabinieri Basilicata, del Comandante Regionale della Guardia di Finanza, del Comandante Regionale Carabinieri Forestale e dei Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Potenza e Matera, del Presidente dell’Anci di Basilicata, del Capo Centro D.I.A di Bari.

Nel corso dell’incontro sono state esaminate – in linea con la direttiva del Ministro dell’Interno del 10 aprile scorso e nell’ottica della “ripartenza in sicurezza”, atteso che la Basilicata, secondo le previsioni, dovrebbe essere una delle prime Regioni interessate dalla fine del lockdown – le criticità connesse alla ripresa delle attività economiche sia in termini di disagio sociale che di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminosi e di ogni forma di illegalità, con particolare riguardo alla prevenzione amministrativa antimafia.

Nello specifico la Conferenza regionale, dopo aver preso atto che le rigorose misure disposte sia dal Governo centrale che dalle autorità regionali hanno permesso di contenere notevolmente la diffusione del contagio da Covid-19 nel territorio regionale, ha esaminato le misure di sostegno già attivate ed in programma per le famiglie, quali bonus alimentari e Social Card regionale e i contributi e le garanzie di finanziamento per le imprese in genere.

Al riguardo sono stati valutati i rischi connessi sia alla distribuzione in maniera non oggettiva dei predetti bonus alimentari e degli aiuti previsti dalla Social Card nonché il pericolo concreto che la criminalità organizzata si insinui nel flusso di denaro – di cui al decreto c.d. “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18) – che sarà destinato per il rilancio delle piccole, medie e grandi imprese della Regione.

Nel corso della riunione sono stati raccolti suggerimenti per ottimizzare l’attività info-investigativa, sia in termini di prevenzione che di contrasto ad ogni forma di illegalità, con un mirato focus sul rischio di infiltrazioni mafiose nelle attività connesse alla ripresa economica, con riferimento al settore degli appalti pubblici (es. gestione e approvvigionamento materiale sanitario), alla filiera agro-alimentare, al comparto turistico-alberghiero e di ristorazione.

Ai fini di prevenire il rischio usura, sia per le famiglie che per gli operatori economici, è già stato convocato l’apposito Osservatorio Antiusura.

Il Prefetto, in conclusione dei lavori, evidenziando la necessità di contemperare l’esigenza della celerità dell’erogazione delle varie forme di sostegno con il rigoroso monitoraggio dei requisiti dei destinatari, ha ringraziato i presenti per la collaborazione e l’impegno sempre profusi, confermando che la sinergia di tutti gli attori istituzionali interessati costituisce la garanzia per assicurare la maggiore sicurezza possibile per la c.d. “Fase 2” e ha preannunciato che per l’attuazione delle varie intese saranno predisposti specifici piani operativi.