Eolico selvaggio. 15 mostri di ferro pronti a violentare un’altra perla paesaggistica della Basilicata

Si tratta dell’impianto per complessivi 51,75 MW da realizzare in località “Monte Caruso” – “Toppe di Atella”. Aerogeneratori fino a 180 metri di altezza

Nel novembre 2016 la Regione Basilicata rilascia l’autorizzazione per la realizzazione del progetto per la costruzione e l’esercizio di un impianto eolico, e delle relative opere connesse ed infrastrutture indispensabili in agro dei Comuni di Avigliano, Bella, Ruoti, Atella e Potenza, proposto dalla Società Rinnovabili Melfi S.r.l. poi Ares S.r.l

L’impianto nel progetto originario è costituito da n.15 aerogeneratori aventi potenza nominale di 3,45 MW per complessivi di 51,75 MW da realizzare in località “Monte Caruso” – “Toppe di Atella”. In sostanza il territorio più interessato è nel comune di Bella con 13 generatori.

Negli anni fino al 2019 si susseguono provvedimenti regionali per la concessione di proroghe ai termini di inizio e fine lavori.

Nel dicembre del 2018 il ministero dell’Ambiente scrive che il progetto non debba essere sottoposto a ulteriori e successive valutazioni ambientali e di verifica di assoggettabilità a VIA, essendo sufficienti le valutazioni già effettuate dalla Regione Basilicata.

Siamo di fronte ad aerogeneratori di altezza fino a 180 metri in una zona di pregio ambientale, paesaggistico e agro-pastorale.

Tuttavia, l’inizio di quei lavori di costruzione dell’impianto eolico ora, riveste, per la burocrazia, carattere di particolare urgenza.

In questi giorni stanno arrivando ai cittadini le raccomandate per l’esproprio dei terreni.

E sono proprio loro a scriverci per esprimere disappunto e rabbia:

“La zona interessata è, purtroppo, scarsamente popolata, e quei pochi lucani che vi risiedono nel non tanto lontano 2016 non furono nemmeno interpellati ed informati dai propri sindaci. Siamo cittadini di questa terra svenduti dai soliti politici di turno e anche da quelli del turno successivo che hanno concesso la proroga. Per l’ennesima volta la bellezza del nostro territorio, il paesaggio, la natura contano poco al confronto con interessi economi di pochi. La Basilicata continua la sua corsa verso le politiche economiche a vantaggio di pochi, verso il depauperamento del territorio, verso la mancanza di posti di lavoro, verso l’invecchiamento, verso la fine.”

La zona interessata, foto

eolico selvaggio
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