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Ex consigliere regionale ed ex sindaco di Tricarico scrive a Bardi: “Per favore, se ne vada”

"I focolai continuano a venire fuori, ma niente, in concreto, si fa per impedire che il fuoco si propaghi e divampi dappertutto"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Antonio Melfi, ex consigliere regionale della Basilicata ed ex sindaco di Tricarico, al presidente della Regione, Vito Bardi. Di seguito il testo.

“Ho svolto la mia funzione di consigliere regionale di opposizione attaccando con la proposta. Non ho mai ceduto alla tentazione dell’affermazione della polemica fine a sé stessa e priva di rilevanza per il bene della gente lucana. E anche oggi avrei voluto mantenere lo stesso profilo di allora. Ma, ahimè, giorno dopo giorno, dopo scritti che sono caduti nel nulla, dopo richiami con indicazioni di attivismo al limite della denuncia penale, opero come consigliere comunale di opposizione di Tricarico, dichiarata zona rossa, e mi trovo sconcertato ad assistere al nulla, zero riporto zero.

Non una risposta alle sollecitazioni inviate ai vari organi, se si esclude la dettagliata nota con cui il vice ministro Sileri, con competenza professionale ed evidente rispetto ed attenzione al ruolo che riveste, ha dato chiarimenti alle “perplessità” avanzate dal gruppo consiliare comunale C.R.D. di cui sono presidente.

Una unica eccezione in questo panorama di pressappochismo nella gestione di una gravissima situazione che si continua a considerare qualcosa o di concluso, visto che da giorni lei parla di fase due, mentre oggi si registra la 25esima vittima e si assiste inermi allo scoppio di un altro focolaio a S. Giorgio Lucano, con 12 pazienti covid lasciati alla cura di una unica, molto più che eroica, giovanissima infermiere laureatasi meno di sei mesi fa.

Allora presidente, le dico: che ci sta a fare in un ruolo che non sa gestire? Ha dichiarato più zone rosse in Basilicata di quante ne abbiano create in altre regioni d’Italia, molto più popolose e molto più, purtroppo, colpite dall’epidemia. Eppure in Italia si parla di quanto succede in tutta la nazione tranne che della Basilicata. In Italia si riaprono alcuni esercizi commerciali (librerie e negozi di abbigliamento per la prima infanzia) e in Basilicata lei ordina, senza preavviso e dopo che i proprietari di quegli esercizi si sono attivati per rendere fruibili in piena sicurezza i loro negozi, che l’apertura degli stessi è limitata a soli due giorni settimanali.

E certo, lei forse è talmente abituato, per la sua precedente carriera, ad “ordinare” che sforna ordinanze a raffica, tutte col modello del copia incolla, continuando nella indefinibile prassi avviata a fine febbraio di apporre la data a penna, preferibilmente blu. Come non farle notare che ha letteralmente “sbattuto fuori” dall’ospedale di Venosa tanti pazienti affetti da una patologia ingestibile a domicilio, eliminando di fatto l’unico centro regionale dedicato alla cura dei malati di Alzheimer, per trasformare, solo a chiacchiere, quella struttura in ospedale COVID, con zero pazienti, perché quelli che si ammalano, ad oggi, sono ricoverati, prima dell’ultimo viaggio, negli ospedali di Potenza e Matera.

La sera si propone sanificazione dappertutto, tamponi a tappeto, screening agli asintomatici, e la mattina si dimentica di quello che si è detto. I focolai continuano a venire fuori, ma niente, in concreto, si fa per impedire che il fuoco si propaghi e divampi dappertutto. Le zone rosse, fra qualche giorno, diventeranno verdi e verranno liberate, non sapendo però se ci sono ancora scintille che possono andare fuori.

Per intanto lei si spinge quasi ad incarcerare i lucani, vietando gli assembramenti di più di due persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico: ci spieghi come può essere possibile rispettare questi divieti ad esempio in un supermercato, dove già i lavoratori sono almeno quattro o cinque.  Allora Presidente passi la mano, lasci stare. Non può continuare a portare la Basilicata al discredito e anche al ridicolo (se la situazione non fosse così drammatica) persino nel Qatar. Presidente, per favore, per una volta sia lei ad obbedire, alla volontà dei lucani: se ne vada.

Antonio Melfi, ex consigliere regionale Basilicata già sindaco di Tricarico