Il Partito Comunista: Solidarietà ai 109 operatori dell’ospedale di Venosa

"Ora più che mai bisogna scegliere da che parte stare"

Il Partito Comunista esprime piena solidarietà ed è al fianco dei 109 lavoratori, fra infermieri, medici, tecnici, personale OSS, terapisti , amministrativi e dirigenti  dell’ospedale di Venosa , i quali hanno sottoscritto una lettera diretta alle autorità, chiedendo il ripristino delle attività dell’ospedale, sospese dalla regione per convertire la struttura a centro Anti Covid-19, con grave nocumento per i pazienti, come ad  esempio i dializzati o i malati di Alzheimer e delle loro famiglie.

Questo è solo un esempio tra la totalità degli ospedali pubblici in Basilicata, dello stato di disorganizzazione ed inefficienza del governo regionale reso ancora più evidente ed acuto dalla pandemia da covid-19, ed è facile sospettare che questo sia il pretesto per dare il colpo di grazia a quello che rimane della sanità pubblica.

Come se non bastasse assistiamo ad un vero e proprio teatrino, fatto di dichiarazioni e rimandi ad un prossimo futuro di ripristino alla “normalità” e relative rassicurazioni da parte del nostro  assessore Leone all’ombra del presidente Bardi da una parte, e dall’altra a prese di posizioni grottesche e irrealistiche, dato il contesto di una politica impotente, di fronte agli appetiti delle multinazionali (Colao docet),  come la proposta da parte dell’ex presidente della regione Basilicata Vito De Filippo, ora deputato di Italia Viva ,di dare mille euro a testa ( non è chiaro se al mese o una tantum) al personale sanitario impegnato in prima linea contro il covid -19.

Oppure il ridurre ad una questione campanilistica, ritornando nel merito, la chiusura dell’ospedale di Venosa, come nel comunicato del segretario regionale della CGIL Angelo Summa del 18 aprile 2020, dove dice tra le altre cose : “Non è casuale che le scelte, le decisioni siano avvenute esclusivamente dentro una relazione di comando strettissima, permeata da un’ idea pericolosa e pregiudiziale verso la comunità lucana frutto di una presunzione di superiorità culturale del managment Campano.(….) Diciamo con chiarezza basta a questa spocchia campana”

Summa sa benissimo, che la contraddizione tra capitale e lavoro,  quindi lo scontro sempre più acuto tra gli interessi dei padroni e dei politicanti loro rappresentanti e il popolo lavoratore, non è una questione di “spocchia campana” e che i lavoratori lucani e quelli campani hanno gli stessi problemi di fronte agli interessi padronali.

Ora più che mai bisogna scegliere da che parte stare!

Partito Comunista Basilicata