Lettera aperta al capo politico del Movimento 5 Stelle

La nomina di Descalzi all’Eni sarà un boccone troppo indigesto per me e tanti altri

Nel 2009 fondai una associazione politico culturale denominata Pinguini Lucani. Il nome derivava da un libro di J. Kotter dal titolo ‘Il nostro iceberg si sta sciogliendo’. La storia di una colonia di pinguini che per sopravvivere doveva cambiare paradigma e stile di vita. Scopo dell’associazione, era di combattere sia il sistema di potere del Partito Regione (il Pd), basato su clientele e contiguità tra politica e affari, sia l’emergenza economica, politica e morale prodotta dalle estrazioni petrolifere.

Pur non essendo mai stato iscritto ho votato per il M5S nel 2013 e nel 2018.

Le ragioni di questo voto vanno ricercate nell’appiattimento della sinistra sul pensiero unico liberal democratico, che ha prodotto disastri economici in tutta Europa e in particolar modo in Grecia e in Italia, e nel tradimento dei principi fondanti della sinistra ad opera di tutti i partiti dell’area. Inoltre sulla questione morale, posta a suo tempo da Enrico Berlinguer, questi partiti più che far parte della soluzione del problema ne sono diventati parte.

Certamente ho compreso la necessità dell’accordo con la Lega, vista l’indisponibilità di alternative concrete. A fatica ho digerito lo scivolamento del M5S verso le iniziative della Lega, come ad esempio sulla questione dei migranti. Sono stato persino orgoglioso e felice per aver contribuito alla costruzione del programma economico per le elezioni regionali dello scorso anno in Basilicata, e ho anche accettato di metterci la faccia come assessore designato allo sviluppo economico in caso di vittoria del movimento. Ho superato anche la delusione per aver visto quel programma gettato alle ortiche e senza nessun seguito a favore dell’acqua fresca del piano per il Sud del ministro Provenzano.

Sono stato ragionevole nel capire i motivi della nuova alleanza con il Pd, anche se sono stato scosso nell’aver visto le persone che maggiormente ho combattuto per il loro opportunismo e disinteresse per lo spopolamento e il degrado economico della nostra terra, diventare membri del governo nazionale. Mi riferisco a Roberto Speranza e Salvatore Margiotta.

Ora, noi lucani, ci troviamo dinanzi alla conferma di Descalzi alla guida dell’Eni.

Certo ci sono le ragioni indicate da Travaglio  ma sono ancora più sconcertato dal fatto che nessuno abbia ricordato che sotto la guida di questo signore e del suo predecessore, Scaroni, l’Eni è stata indagata dalla procura nazionale antimafia e rinviata a giudizio per reati odiosi contro l’ambiente per la gestione del Centro Oli di Viggiano.

Mi ha fatto piacere il richiamo all’Olanda del ministro Di Maio per l’uso spregiudicato di norme ad hoc che rende possibile alle aziende il non pagare imposte e di avere governance opache. Ma sono sgomento che aziende pubbliche come Eni e Enel proprio in quei paradisi abbiano sedi. E di questo provo vergogna come italiano.

Detto tutto questo è evidente che la nomina di Descalzi all’Eni sarà un boccone troppo indigesto per me e tanti altri, tanto da non poterlo più dimenticare e a nulla varrà il gioco del poliziotto buono, Di Battista, e di quello cattivo, Lei e Di Maio.

Il vangelo dice: “È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!”.

È forse inevitabile tradire le speranze ma guai a chi lo fa.