Migranti stagionali: “risorsa essenziale per un nuovo futuro”

Simonetti: Applicare i contratti e le norme per la sicurezza sul lavoro e nell’accoglienza, attuare i progetti finanziati

I migranti, specialmente gli stagionali, sono diventati di colpo una risorsa essenziale. La Commissione Europea ha definito una direttiva che apre tutte le frontiere europee al passaggio dei migranti stagionali con norme che prevedono anche le modalità di controllo dello stato di salute ed altro.

Sono bloccati milioni di lavoratori stagionali nei Paesi dell’Est che ogni anno vengono utilizzati nella raccolta e nella lavorazione dei prodotti agroalimentari in tutta Europa. In Italia, a poche settimane dall’inizio delle campagne di raccolta di alcuni prodotti per il al mantenimento della catena alimentare, mancano almeno 200.000 lavoratori stagionali in particolare rumeni (oltre 100.000), bulgari ed altre nazionalità.

Si scopre anche a livello europeo l’apporto decisivo di tanti lavoratori che sorreggono il sistema produttivo, il consumo e i servizi.

Nel nostro Paese l’anno scorso sono stati utilizzati regolarmente 900.000 lavoratori stagionali in agricoltura, una buona parte in nero, dei quali 200.000 stranieri regolari e altrettanto irregolari. Al momento ne mancano 200.000, quasi tutti comunitari all’inizio delle campagne, di qui la richiesta dei datori di lavoro di utilizzare con voucher pensionati e studenti italiani, invece di applicare contratti e norme ed evitare il ricorso al caporalato.

Nel contempo per raccolta delle primizie e degli ortaggi lavorano a pieno ritmo gli extracomunitari presenti nel nostro Paese che si sposteranno da nord a sud in rapporto ai raccolti ,alla gestione del sistema zootecnico.

Quest’anno la platea di questi stagionali viene ampliata da circa 150 mila migranti resi clandestini dalla chiusura dei centri accoglienza e per l’eliminazione dei permessi umanitari decisi dal precedente Governo. Nel 2019 almeno 1,2 milioni di straniere (in Basilicata 25000), in grande parte utilizzate in nero, sono state impegnate nell’assistenza domiciliare in Italia. Ora lavorano nel pieno della pandemia al netto di pochi rientri .Un grande apporto agli anziani ed alle famiglie specialmente in questo momento drammatico.

In questa fase si pone prima di tutto, come nel passato, l’adozione di una vasta misura di sanatoria per il rilascio dei permessi di soggiorno per dare la possibilità ai lavoratori avere i documenti in regola, lavorare in sicurezza e avere una residenza anche superando i ghetti con l’attuazione del Piano Nazionale Anticaporalato finanziato dalla U.E.

Senza la sanatoria non si risolve alla radice anche la questione della eliminazione dei ghetti e superamento degli irregolari attualmente gestiti dai caporali e dalla criminalità organizzata .

Tenuto conto che “improvvisamente” in emergenza i migranti stagionali sono diventati per tutti, anche quelli che li volevano riportare nei loro Paesi, una risorsa essenziale occorre procedere con strumenti e misure adeguati alla soluzione dei problemi.

In Basilicata in questi giorni le lavoratrici sono impegnate nel lavoro di cura, gli stagionali che ci sono raccolgono la frutta nell’area metapontina, impiegati nel settore zootecnico e nei servizi.

Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane occorre attuare i progetti per la realizzazione dei centri di accoglienza di Venosa, Lavello, Palazzo e Scanzano finanziati con il Pon Legalità oltre all’allestimento del dormitorio di Palazzo, con il rinnovamento delle attrezzature e servizi anche in riferimento alle norme di sicurezza in vigore utilizzando anche per l’area metapontina i finanziamenti già accordati e inseriti nel bilancio della Regione: somme già impegnate.

In questo quadro occorre che nel bando per il Piano trasporti siano inserite e predisposte le linee regionali e interregionali su gomma, al netto di quelle a chiamata su prenotazione per i centri di accoglienza.

I migranti sono una risorsa, tutto questo comporta il funzionamento delle Strutture della Regione l’impegno delle Prefetture e delle parti sociali e del volontariato. Il passato conta, l’esperienza racconta di misure attuate, di progetti predisposti e di finanziamenti per oltre 17 milioni ottenuti.

Sostenere i 25.000 residenti stranieri in Basilicata, tutelare i 45.000 lavoratori e lavoratrici stagionali, una parte importante del sistema economico e sociale della regione, diventa essenziale per un nuovo futuro. Non occorrono discorsi compassionevoli e rivendicazioni una tantum: mobilitazione e impegno a tutti i livelli. I migranti fanno parte della società italiana: diritti e doveri senza distinzione per il colore della pelle o di provenienza.

Pietro Simonetti Tavolo Nazionale Anticaporalato/Ministero del Lavoro