Nomine. Questa volta sono d’accordo con Giorgia Meloni

La svolta nelle più importanti aziende partecipate dallo Stato, è ancora una volta rinviata

“Mentre in Italia tutto è sospeso, le elezioni non si celebrano, i processi non si fanno, le messe nemmeno e tutti siamo fermi, la maggioranza nei giorni scorsi è stata ore e ore a fare trattative per spartirsi le poltrone delle nomine dei consigli di amministrazione delle partecipate statali”. È quanto afferma Giorgia Meloni. E questa volta sono d’accordo con lei. Non è vero che non si poteva aspettare. La nomina dei soliti capitalisti di Stato nelle partecipate più importanti, è la conferma che l’’urgenza è stata una scusa. E allora perché?

A noi comuni mortali non è dato sapere nei dettagli le trame politiche e finanziarie di poteri che da decenni hanno in mano le sorti di pezzi fondamentali dell’economia di questo Paese. Le grandi corporation hanno gestito il passaggio alla finanziarizzazione dell’economia e alla delocalizzazione delle aziende con un cinismo disarmante. Sono stati capaci di delocalizzare persino le sedi legali per eludere la tassazione in Italia.

Gente che se ne fotte del futuro al lungo termine delle imprese e del loro Paese. A loro basta sbandierare i risultati del trimestre successivo, a loro interessa il guadagno a breve, i bonus, lo stipendio, la buonuscita. Profitti immediati, in futuro poi si vede. Tanto c’è la tata statale che viene sempre in soccorso con i soldi dei contribuenti.

La svolta nelle più importanti aziende partecipate dallo Stato, è ancora una volta rinviata. Matteo Renzi esulta, il Paese può piangere.