Nuovo Coronavirus, non solo tosse e febbre: ecco gli altri sintomi

Fiato corto, tosse e febbre aggiunti brividi, ripetuti tremori, dolori muscolari, mal di testa, mal di gola, perdita di gusto e olfatto

Covid-19 una malattia subdola e dal decorso erosivo rapido e invalidante. Lo sanno bene i medici di ogni parte del mondo che stanno curando i contagiati, e che ogni giorno imparano qualcosa in più sugli effetti del nuovo coronavirus, sui sintomi e i ‘danni’ che provoca all’organismo umano.

I Centers for Disease Control and Prevention hanno aggiunto sei sintomi alla loro lista sul coronavirus, chiarendo che gli esperti stanno acquisendo ulteriori informazioni nel corso della pandemia: brividi, ripetuti tremori con brividi, dolori muscolari, mal di testa, mal di gola, perdita di gusto e olfatto.

In precedenza, l’agenzia sanitaria americana aveva elencato solo tre sintomi: fiato corto, tosse e febbre. Queste informazioni, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, che arrivano in tempo reale dalla comunità scientifica, sono dunque della massima importanza perché indicano che Covid-19 è una malattia dai mille volti.

Intanto dal Regno Unito arriva un allarme  su una nuova sindrome correlata al coronavirus che colpirebbe i bambini. Una misteriosa sindrome, finora sconosciuta, starebbe diffondendosi tra i più giovani: pochi casi, per il momento, ma sufficienti per alzare al massimo l’allerta negli ospedali del Regno Unito. L’allarme è stato lanciato dalla rivisita medica Health Service Journal, dopo che un numero crescente di bambini è stato ricoverato in terapia intensiva a causa di uno stato infiammatorio dei vasi sanguigni. Sintomi che sembra possano essere correlati alla malattia Covid-19.

«Nelle ultime tre settimane, in tutta Londra e anche in altre regioni del Regno Unito – si legge nella circolare inviata ai medici di base – c’è stato un evidente aumento del numero di bambini di tutte le età che presentano uno stato infiammatorio multisistemico, che richiede cure intensive». Un nuovo sintomo che ha generato «crescente preoccupazione», tra chi teme che «possa esserci un altro patogeno infettivo, non ancora identificato, associato a questi casi»