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Ospedale da campo in Basilicata, Usb chiede risposte e scrive a Speranza e Arcuri

"Se i posti letto Covid disponibili sono circa 200 nei vari ospedali della regione, a che serve?"

Gent.li Ministri, Presidente, Commissario, Assessore e Sindaci, anche facendo seguito a una precedente lettera inviata ai Ministri, a firma di circa 900 cittadini lucani, che ancora attende risposta, avremmo preferito scrivere una lettera di ampio respiro sui problemi e sulle questioni inerenti l’emergenza COVID in Basilicata e i diritti alla salute e alla sicurezza, che alcune grandi Società presenti in Regione paiono ancora ignorare; evidentemente solo concentrate a incrementare e ottimizzare profitti e ad esternalizzare i costi e i danni sui lavoratori, sulle comunità locali e sull’ambiente. Ci riferiamo, in particolare, a Eni, Total, Fiat e indotto, all’interno dei cui stabilimenti non ci è dato ancora conoscere la reale diffusione del contagio tra i lavoratori e il conseguente livello di rischio al quale sono esposte le comunità locali. Avremmo preferito chiedere del perché di alcuni decessi di persone, anche a noi care, che probabilmente si sarebbero potuti evitare, a fronte di una situazione per nulla di emergenza all’interno dell’Ospedale San Carlo e della disponibilità, non recepita, da parte di laboratori privati in Basilicata, ad analizzare i tamponi a invarianza del tetto assegnato. Invece siamo costretti a inseguire gli eventi e le emergenze che si susseguono al momento, rispetto alle quali, spesso, si procede istantaneamente, senza assicurare alcuna preventiva informazione ai cittadini.

Il Governo ha deciso di dislocare uno degli ospedali da campo, donati dal Qatar, in Basilicata. Evidentemente di tale decisione erano a conoscenza le istituzioni regionali e i sindaci di Potenza e Policoro: i due comuni interessati. Infatti pare che l’ospedale destinato alla Basilicata sarà suddiviso in due : uno, da 200 posti, a Policoro, l’altro, da 300 posti, a Potenza. Dunque chiediamo : – se l’emergenza in Italia riguarda la fornitura di dispositivi di protezione individuale, la disponibilità di test diagnostici, di medici e infermieri, a cosa servono 3 ospedali da campo? – Quale sarà la destinazione di questo ospedale, non essendo credibile che possa ospitare pazienti COVID, provenienti anche da altre regioni, che abbiano lievi sintomi, come dichiarato nel TG3 Regione di venerdì sera? Sarà invece destinato a situazioni di emergenza, anche o soprattutto extraregionali? E con quale personale specializzato? – Se così fosse, che senso ha dislocare questo ospedale in Basilicata e non in regioni limitrofe, dove vi è più urgenza? – Se in Basilicata, come confermato dall’assessore Leone, i posti letto COVID disponibili sarebbero circa 200 nei vari ospedali della regione, a che serve un ospedale da campo? – Perché, mentre il sindaco di Policoro ha almeno informato i propri cittadini, il sindaco di Potenza, invece, ha taciuto e tace su tale questione? Intanto nell’area di Macchia Romana, compresa tra l’ospedale e l’università, pare abbiano già scaricato il materiale necessario al montaggio del tendone e delle attrezzature. – E’ accettabile che alcuni cittadini di Policoro, recatisi venerdì mattina, presso la sede comunale, per chiedere spiegazioni al sindaco Mascia, e rispettando tutte le norme di sicurezza e distanze previste dal DPCM, si siano visti recapitare a casa, dalle forze dell’ordine, verbali di infrazione o denuncia? Stiamo sconfinando in uno Stato di Polizia anticostituzionale?

A tutto ciò i cittadini lucani hanno diritto a una risposta, chiara, argomentata e sensata, magari evitando di utilizzare un linguaggio da propaganda sulle meravigliose donazioni, che nell’emergenza attuale, hanno il senso della beffa. Al contrario, queste strutture (e ci riferiamo, non ai tendoni da campo, ma alle attrezzature, all’insieme delle tecnologie, delle competenze, delle esperienze e del personale già esperto e specializzato) potrebbero avere un senso e costituire un’opportunità, se fossero articolate come centri di formazione, aggiornamento e ricerca continui: sulle patologie infettive, per medici generici, medici specialisti, infermieri, volontari di alcune associazioni, personale della protezione civile; centri di programmazione e gestione di piani epidemiologici, formando in tal modo personale specializzato.

Usb Basilicata