Petrolio. Tempa Rossa, un’altra fiammata illumina la notte di paura

Concluso il periodo di prova non si dovrebbero più verificare episodi del genere, ma tant'è che...

Da Tempa Rossa, l’impianto di estrazione petrolifera tra Corleto Perticara e Gorgoglione, si innalzano lingue di fuoco dell’altezza di 25 metri e la cosa accade con una certa frequenza. 

Bagliore Tempa Rossa

Al momento nel sito si estraggono dai 15 ai 25 mila barili  di greggio al giorno che a regime (previsto per la tarda primavera 2020) dovrebbero diventare 50mila. 

Anche ieri sera la fiammata è stata documentata in due scatti fotografici: uno da Corleto Perticara e l’altro da San Brancato, frazione di Sant’Arcangelo.

Bagliore Tempa Rossa

Il 19 marzo scorso avevamo scritto di un episodio analogo. E il giorno successivo l’assessore regionale all’Ambiente aveva fatto sapere di aver chiesto una relazione a Total. Soltanto informalmente lo stesso assessore ci aveva comunicato che dalla multinazionale del petrolio era arrivato il tutto a posto. 

Da fonti interne al Centro Olio ci spiegano che le fiammate sarebbero “normali” nei 90 giorni dall’avvio delle prove di produzione e che nonostante questo un po’ di paura la provocano in alcuni degli addetti. 

L’impianto in cui sono iniziate le prove di estrazione il 12 dicembre 2019, avrebbe superato il periodo definito utile alle prove stimato dalla stessa Total, tra i 39 e i 102 giorni. Ma tant’è. Il bagliore delle fiamme che si innalza per molti metri, comprensibilmente, desta preoccupazione. 

In pochi mesi di attività tuttavia non si sono fatte attendere gli “eventi anomali”. 

Il 10 gennaio uno sversamento di liquidi, di cui si avrà notizia dopo oltre un mese (il 18 febbraio). Sversamento di cui né i sindaci, né la Regione erano stati informati. Anche in quel caso “nulla di preoccupante” per la multinazionale: “evento potenzialmente non in grado di inquinare il sito” e quindi “non soggetto ad obblighi comunicativi agli organi competenti”.

Rassicurazioni che hanno tranquillizzato la Regione, probabilmente ancora ebbra di soddisfazione per l’accordo firmato con Total, Shell e Mitsui Italia il 6 febbraio scorso. A margine della firma il presidente Bardi ribadì, come già fatto in campagna elettorale: che è possibile individuare una strada compatibile con una corretta e sicura estrazione degli idrocarburi, con la tutela dell’ambiente e una garanzia per la salute pubblica. Questa strada è racchiusa nell’accordo sottoscritto che mette al primo posto gli interessi dei cittadini lucani dimostrando che le società petrolifere non sono nemiche dei territori ma possono essere delle buone compagne di viaggio se mettono in campo, così come abbiamo fatto con questa intesa, tutte le procedure per ridurre ogni genere di rischi”. Intanto…