Summa, Cgil: Basta con la gestione dirigistica della sanità

"Il diritto alla salute è sancito dalla costituzione. Confronto e partecipazione sono cardini della democrazia, non una facoltà"

Quello che abbiamo registrato in tutti in questi mesi è stata la confusione e le scelte contradittorie e al di fuori di qualsiasi relazione con il territorio ed in totale disconnessione tra i sindaci e la regione.

In questo caos della sanità lucana, fintamente edulcorato da messaggi all’insegna del “va tutto bene”,è emerso l’impegno e la grande professionalità di medici , infermieri , operatori sanitari e personale degli appalti che hanno dato prova in questi giorni del grande  valore della nostra sanità lucana, operando di fatto senza dispositivi di protezione , senza direttive e protocolli definiti. Hanno garantito a tutti noi la migliore assistenza sanitaria, nonostante gli evidenti limiti di una gestione della sanità lucana dovuta ad una direzione politica e dirigenziale che ha mostrato tutta la propria inadeguatezza.

La confusione, i ritardi, le carenze e le fratture sono state e sono gli effetti  di  una evidente assenza di programmazione  e  di relazione tra le varie strutture che hanno operato nella disarticolazione più completa, generando confusione tra gli operatori e i cittadini.

La scelta scellerata di svuotare l’ospedale di venosa , uno dei presidi territoriali di eccellenza della nostra sanità lucana, per trasformarlo in centro Covid, evidenzia pressapochismo e poca conoscenza delle realtà territoriali e dei bisogni sanitari della nostra comunità.

L’Ospedale è stato “momentaneamente” chiuso nonostante avesse al suo interno una lungodegenza che ospitava una ventina di pazienti, un centro Alzheimer con attività di non trascurabile impatto sulla popolazione della provincia, una rinomata oculistica, il centro Dialisi ed anche un Punto di Primo Intervento del Dires.

Insomma si è ben pensato di sguarnire una intera area di servizi territoriali fondamentali nell’ingannevole prospettiva del miraggio di un ospedale covid, che a tutt’oggi non è ben chiaro se servirà e se mai sarà messo in opera.

Piuttosto che svuotare un ospedale che garantisce livelli assistenziali alle persone per allocarvi i pazienti positivi da Covid 19,a bassa intensità di cura , non sarebbe stata una soluzione idonea individuare strutture alberghiere per dare una risposta ai pazienti che necessitano di percorsi di isolamento e cura?

Certo lo sarebbe ancor di più oggi, alla luce della possibilità di utilizzare anche l’ospedale da campo per  rispondere in prima battuta a queste esigenze .

Purtroppo si continua a navigare a vista e le decisioni vengono assunte al di fuori di qualsiasi confronto con i vari livelli della dirigenza sanitaria lucana , con i sindaci e con le parti sociali .

Al confronto Il presidente Bardi preferisce i sondaggi .

Non è casuale che le scelte, le decisioni siano avvenute esclusivamente dentro una relazione di comando strettissima, permeata da un’ idea pericolosa e pregiudiziale verso la comunità lucana frutto di una presunzione di superiorità culturale del managment Campano.

La sanità lucana e il diritto alla salute di tutti noi ,  rischiano di essere schiacciati da una verticalizzazione gestionale che sta portando allo svuotamento dell’offerta sanitaria e socio sanitaria sull’intero territorio .

Una Basilicata commissariata da una gestione dirigista ed estranea al territorio.

È giunto il momento di fermarsi e soprattutto fermare queste modalità approssimative , dirigistiche e al di fuori di quel confronto obbligato con le comunità locali ed i sindaci che ne hanno piena titolarità .

Diciamo con chiarezza basta a questa spocchia campana.

Il Presidente ascolti e si confronti con chi rappresenta il mondo del Lavoro e i cittadini, le cui preoccupazioni, nell’emergenza Coronavirus, convergono sulla carenza di strutture e personale sanitario, seguite dal timore della nuova crisi economica globale.

Si apra il confronto fino a quando si è in tempo per costruire insieme il futuro della Basilicata.