Vito Bardi, i sondaggi e la coscienza del limite. Tornate alle case vostre

Ignorare i confini delle proprie capacità politiche e di governo è un pericolo che la Basilicata non può permettersi. Alle dimissioni non c'è alternativa

Da ormai quasi 40 anni la politica è diventata uno spazio di mercato. Il mercato del consenso. Un mercato in cui il prodotto da piazzare era, negli anni 80, la proposta politica. Da allora in poi è cambiato il prodotto. L’involucro diventa centrale, il contenuto marginale. Bisogna piazzare l’uomo, il leader, con le sue caratteristiche, spesso costruite ad arte, per piacere al popolo. Scompare il senso della dialettica tra istanze sociali e proposta politica. I leader dicono quello che il popolo, in base ai sondaggi, vuole sentirsi dire. Insieme alla proposta politica scompare il cittadino, il quale viene rappresentato nella frammentazione degli interessi: a titolo di lavoratore, di paziente, di ragazza madre, di disoccupato, di utente, di consumatore, di libero professionista, di povero e così via. Il cittadino non compare più nella sua unità indivisa di soggetto umano e sociale.

Questi due fenomeni, la mercificazione del consenso elettorale e la frantumazione dell’identità politica del cittadino, sono conseguenze di variabili storiche complesse. Tuttavia, al centro dei fenomeni, vi è la progressiva trasformazione della “società politica” in società di mercato dove l’identità, il prestigio, lo status, sono determinati dalla capacità di consumo di ciascuno.

E dunque in assenza di prospettive ideali forti capaci di determinare visioni di futuro intorno alle quali sviluppare un vivace, intelligente campo dialettico in cui la cittadinanza si possa esprime in tutte le sue potenzialità politiche, non rimane altro che il prodotto e, quindi, il consumo. Ma perché il potere politico agisca secondo i voleri del popolo, in modo da ottenerne il consenso, indipendentemente dalla qualità della proposta e dei leader, c’è bisogno di sondare in anticipo quei voleri. Voleri che cambiano anche repentinamente, ecco perché assistiamo a continui voltafaccia e a improvvisi cambi di rotta delle proposte da parte dei partiti. Partiti che spesso sono “costretti” a mettere in campo macchine di manipolazione per orientare i voleri del popolo in base agli “ordini” di ben altri Poteri che nei fatti governano i processi economici, politici e sociali a ben altri livelli.

In Basilicata, Vito Bardi è andato oltre. Non avendo un programma amministrativo, una strategia chiara di sviluppo della regione, ha deciso di ricorrere ai sondaggi per monitorare l’opinione pubblica in modo da orientare l’azione amministrativa. Avendo condotto una campagna elettorale da venditori di materassi, con slogan tipici del marketing più spietato e cialtrone, alla prova dei fatti è rimasto con un pugno di mosche in mano. Per cui i problemi nascono quando i materassi li devi produrre. Stiamo ancora spettando di conoscere il programma, le analisi, le previsioni, le strategie, gli obiettivi a medio e lungo termine, della Giunta di Vito Bardi. Ancora non sappiamo in quale direzione si sta muovendo questo governo regionale e dove vorrebbe portarci.

È chiaro che, senza bussola, non resta altro che l’oracolo dei sondaggi. E perciò, il principio di responsabilità politica nell’azione di governo è completamente scomparso. E quando non si avverte la responsabilità del proprio ruolo anche la coscienza del limite scompare. Ignorare i confini delle proprie capacità politiche e di governo è un pericolo che la Basilicata non può permettersi. Tornate alle case vostre, per il bene di tutti.

Bardi e salvini