Basilicata. Le lotte di potere nelle corsie dell’ospedale. Tra direzione generale e alcuni primari scoccano scintille. In che mani siamo?

Questa è un’altra storia, che si aggiunge alle tante che abbiamo raccontato, su come funzionano le cose all’interno dell’ospedale San Carlo di Potenza

Questa è un’altra storia, che si aggiunge alle tante che abbiamo raccontato, su come funzionano le cose all’interno dell’ospedale San Carlo di Potenza. Le lotte interne per la supremazia, gli interessi di bottega di qualche primario e le pericolose stravaganze del direttore generale.

In questi conflitti nessuno è innocente, tutti colpevoli di comportamenti che sottopongono a rischio l’immagine dell’ospedale e l’efficienza dei servizi per i cittadini.

Massimo Barresi – direttore generale dell’Aor San Carlo di Potenza – scrive una nota ai medici dirigenti delle strutture complesse, con tono da dittatorello, ignaro delle norme e delle procedure organizzative all’interno dei reparti. Il direttore generale, infatti, il 31 marzo 2020 dispone che i direttori delle Unità Operative Complesse – i primari – garantiscano la presenza il sabato e la reperibilità la domenica. Il 10 aprile Barresi è costretto a riscrivere minacciando provvedimenti disciplinari perché ha scoperto che il sabato 4 aprile i primari erano assenti dal servizio, in barba alle disposizioni del 31 marzo.

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Generico maggio 2020

Di fronte a questo atteggiamento i primari, per il tramite del loro rappresentante sindacale, Sergio Schettini, reagiscono con una lettera di risposta in cui sostanzialmente fanno capire a Barresi che non è compito suo organizzare e gestire i reparti, ed è vero. Precisano che tutti hanno un sostituto con funzioni vicarie e rilanciano lamentando che “molte strutture complesse sono per nulla o poco coinvolte nella gestione diretta a supporto clinico-assistenziale per il covid-19”. Rassicurano, infine, che tutti garantiscono la necessaria copertura dei reparti e chiedono chiarimenti al direttore generale circa la nota da egli inviata il 31 marzo. Una nota – lasciano intendere – dal tono “antisindacale”.

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I chiarimenti di Barresi non si fanno attendere. Il 17 aprile scrive ai primari condividendo le loro riflessioni e precisando che con la sua nota del 31 marzo non intendeva dare ordini o disposizioni, ma auspicava una maggiore disponibilità. Praticamente si smentisce.

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Cerchiamo di tradurre meglio la faccenda. Questo scambio di lettere è da inquadrare nel contesto del tragicomico teatro recitato sulla pelle e sulla salute dei cittadini. Da un lato un direttore generale che ormai ha dimostrato in ogni modo e da tempo tutta la sua inadeguatezza. Dall’altro alcuni primari rappresentati da un signore che ha fatto e continua a fare quello che vuole, anche se con qualche limitazione per causa dei contrasti sopraggiunti con Barresi. Uno scontro di potere tra i due, con i loro seguaci, del tipo “chi sono io e chi sei tu”.

Il rappresentante regionale dell’Associazione sindacale dei primari aderente alla Fials Medici, non lo sapevamo, è proprio lui Sergio Schettini direttore dell’Ostetricia e ginecologia del San Carlo. Lo stesso che vedete e ascoltate in questa nostra inchiesta, e che fino ad oggi non è stato sottoposto ad alcun provvedimento disciplinare, né è stato sottoposto a indagini interne della Regione.

Insomma, la triste domanda che continuiamo a farci da semplici cittadini è: in che mani siamo?

Ma da giornalisti ci facciamo altre domande. Perché dopo la nostra inchiesta sulle verità nascoste di un concorso da primario in Neonatologia che Sergio Schettini svela apertamente in una festicciola nessuno si è mosso? Perché Massimo Barresi è ancora al suo posto? E perché nessun provvedimento è stato assunto nei confronti della compagna di Schettini finita indagata insieme allo stesso Barresi per l’accusa di abuso d’ufficio e falso nelle vicende relative alle nomine nel reparto di Neonatologia?

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