Contro il pericolo delle mafie “Si crei un Ufficio diocesano del lavoro”

Due imprenditori e un sindacalista scrivono al Vescovo della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa

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Pubblichiamo di seguito la lettera aperta che due imprenditori e un sindacalista di Venosa hanno scritto a monsignor Ciro Fanelli, vescovo della Diocesi di Melfi-Rapolla- Venosa in occasione della Festa dei Lavoratori.

Eccellenza Reverendissima,

con un piccolo gruppo di amici, questo pomeriggio, ci siamo rintagliati uno spazio per commentare l’epistola che oggi ha inviato al mondo del lavoro. La ringraziamo per l’attenzione che rivolge alla vita sociale della Diocesi confermata prima dalla lettera inviata agli studenti, nostri figli e nipoti, ad inizio anno scolastico e oggi questo documento rivolto a noi lavoratori.

Lei stesso ci ricorda le parole di Papa Francesco quando dice di “ pensare al poi, perché questa tormenta finirà e le sue gravi conseguenze già si sentono”.

Vero “già si sentono”, purtroppo abbiamo un metro di misura che conferma una realtà lavorativa in profonda crisi, conosciamo situazioni imprenditoriali che purtroppo per mancanza di liquidità non riusciranno a riaprire al temine dell’emergenza sanitaria, mettendo anche in seria difficoltà le unità collaborative che avevano all’interno delle strutture.

Ma la chiusura di un attività può addirittura complicarsi se gli imprenditori dovessero decidere di rivolgersi a strozzini magari legati alla malavita organizzata per farsi prestare danaro, non osiamo immaginare quali potrebbero essere le conseguenze devastanti tanto per le attività tanto per le loro famiglie, questo è un dato di fatto confermato anche dalla recente intervista rilasciata a“SKY TG24”, da Nicola Gratteri Procuratore della Repubblica di Catanzaro, in cui raccomanda verifiche serrate sui beneficiari dei fondi per il rilancio dell’economia, infatti dice: “Bisogna fare in fretta, ma c’è il pericolo che vadano alla criminalità organizzata”. Gratteri continua ancora: “Questo potrebbe essere un momento spartiacque, una grande occasione per far emergere il lavoro nero e finirla con questo sfruttamento che dura da secoli”.

A queste ultime parole noi, gruppo di persone legate alla vita sociale venosina, desideriamo agganciarci per cercare di programmare il nuovo cercando di tracciare anche con Lei, nuove linee guida da poter far assorbire alla nostra mentalità ma soprattutto a quella dei nostri figli, futuri lavoratori e custodi di un presente certo ma di un futuro incerto.

E’ vero “serve una mentalità nuova”, ma questa bisogna costruirla, ha bisogno di un investimento serio in cultura che purtroppo non darà risultati immediati ma nel tempo e poi abbiamo bisogno di qualcosa dia risultati nell’immediato, qualcosa che eviti la “desertificazione” sociale, economica e culturale. Nelle sue parole noi abbiamo trovato già qualcosa che potrebbe dare prime risposte. Un “ufficio Diocesano del Lavoro” che, possa creare rete fra le realtà imprenditoriali, sindacali, associative e che sia da sostegno a realtà legate alla lotta alle mafie, primo vero nemico del “lavoro onesto”.

Concludiamo salutandola fraternamente in Cristo.

Nicola Montereale ( Responsabile Spi CGIL Venosa)

Caivano Rocco ( Imprenditore Agricolo)

Nicolò De Sario ( Imprenditore artigiano-commerciante)

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