Coronavirus: controlli a tappeto dei Carabinieri della Basilicata nelle aziende che hanno ripreso l’attività

Diverse le irregolarità riscontrate durante le ispezioni

I Carabinieri della Basilicata, oltre ai servizi su strada in ogni comune della regione, finalizzati a monitorare l’osservanza delle particolari prescrizioni imposte per contenere la diffusione del contagio da Coronavirus, con la seconda fase, hanno avviato controlli delle aziende che, dopo il lockdown, hanno ripreso le loro attività, verificando il rispetto delle regole relative alla sicurezza nei luoghi lavoro per contenere l’epidemia in corso.

Alle ispezioni partecipano i carabinieri dei Nuclei Ispettorato del Lavoro, i rappresentanti dell’Ispettorato interregionale/territoriale del lavoro e delle Aziende Sanitarie di Potenza e di Matera, nonché i Vigili del Fuoco, per gli aspetti di loro competenza, nell’ambito di team ispettivi coordinati dai Prefetti di Potenza e Matera, per verificare la conformità degli adempimenti alle prescrizioni imposte dai provvedimenti del Governo in diversi settori produttivi.

Nelle ultime due settimane, sono state ispezionate un centinaio di aziende in tutta la regione ripristinando, in alcuni casi, i canoni di sicurezza anti covid previsti dalla legge, con riguardo, in particolar modo, al mantenimento del distanziamento fisico nei luoghi di lavoro, comprese le aree comuni e gli spogliatoi, e alla sanificazione degli ambienti di lavoro e degli automezzi aziendali.

In particolare, a Maratea, in alcune aziende che producono calcestruzzo, sono state rilevate la mancanza della segnaletica prevista e della documentazione comprovante la pulizia e la sanificazione degli ambienti di lavoro, degli automezzi aziendali e degli spazi comuni per la consumazione dei pasti, con la conseguente chiusura temporanea dell’attività.

A Valsinni e Rotondella, rispettivamente, in un allevamento e in una ditta che realizza impianti elettrici, idrici e termici, è stata riscontrata la presenza di un lavoratore in “nero”, la mancata predisposizione del documento di valutazione dei rischi nonché l’assenza di misure per consentire il distanziamento all’interno degli spogliatoi.

A Stigliano e Salandra sono stati controllati alcuni cantieri edili in cui è stata accertata la mancata sanificazione dei locali spogliatoio e distribuzione ai lavoratori dipendenti di DPI monouso, oltre che, in un caso, verificato violazioni in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro.

A Lagonegro, in due centri per la ristorazione collettiva, il datore di lavoro non aveva informato adeguatamente i propri dipendenti sulle procedure da adottare per contrastare la diffusione del virus e non aveva sanificato gli ambienti.

A Montescaglioso il gruppo ispettivo ha controllato due supermercati, appurando la mancanza del regolamento sulle misure da adottare per il contrasto al virus e la presenza di due lavoratori irregolari, condizioni che hanno determinato la sospensione temporanea di entrambe le attività.

A Potenza, in aziende del settore cartiero, carpenteria metallica ed edile, sono state contestate infrazioni relative alla mancata sanificazione degli ambienti, la mancata nomina del medico competente e la mancata fornitura di DPI ai lavoratori dipendenti.

A Tito, in un’azienda di telecomunicazioni, il datore di lavoro non aveva provveduto al controllo periodico sull’efficienza dei sistemi antincendio.

Ancora, a Matera e Grassano, in un’azienda informatica, la mancata informazione dei lavoratori dipendenti sulle misure da adottare per evitare il contagio mentre, in due panifici, la presenza di un lavoratore irregolare.

A Genzano di Lucania, presso una ditta di produzione di infissi, sono state appurate la mancata organizzazione degli spogliatoi e l’assenza delle procedure di ingresso, transito ed uscita dall’azienda.

Così pure, infine, a Tricarico, in due aziende, sono state riscontrate la carenza delle condizioni igieniche dei bagni ed a Marconia di Pisticci, in un supermercato, i datori di lavoro non avevano informato i dipendenti sulle misure da adottare per evitare il contagio e non avevano previsto la sanificazione dei locali.