Coronavirus. La tarantella dei tamponi e le ambiguità della Regione Basilicata

Inventarsi i “debolmente positivi” è un’offesa all’intelligenza dei lucani. Dire la verità è l’unica soluzione

Ci aspettavamo, nella mattinata di ieri, chiarimenti ufficiali da parte della Regione sul caso della Val d’Agri dove alcune persone, tra cui operatori sanitari, sono risultate positive al covid e poi dichiarate negative in seguito a verifiche successive. Il chiarimento è arrivato dal coordinatore della task force Ernesto Esposito il quale, in un’intervista alla Tgr nell’edizione delle 14,00, ha precisato che in quei casi si è trattato di episodi di “debolmente positivi”.

Esposito, ancora una volta ha perso un’occasione d’oro per ripristinare una comunicazione autorevole con l’opinione pubblica, per suscitare fiducia nelle istituzioni ed evitare allarmismi e confusione. Sarebbe bastato dire la verità, anziché inventarsi categorie – “debolmente positivi” – inesistenti nella letteratura medica, che nessuno ha mai utilizzato da quando è partita l’emergenza.

Non esistono i casi “debolmente positivi”, esistono i positivi, i negativi, i falsi positivi e i falsi negativi, punto. Naturalmente non lo diciamo noi, ma i medici e la medicina.

Avrebbe potuto dire che la falsa positività è da attribuire probabilmente a problemi di “contaminazione” per scarsa sanificazione della macchina che processa i tamponi. Avrebbe potuto dire che magari c’è stato un errore analitico o che si tratta di falsi positivi.  Ma attribuire a una presunta condizione di debolmente positivi la causa del ribaltamento dell’esito, è grottesco. Continuiamo a chiederci chi e perché insiste con questa linea, ambigua, di informazione. Qual è il problema?

A tarda sera si apprende che anche i tamponi “positivi” accertati a Tolve e Anzi sono negativi, dopo essere stati riesaminati. Anche questi erano casi di “debolmente positivi”?

E’ evidente che in queste circostanze – ripetiamo –  o c’è un errore provocato dalla macchina, o c’è un errore analitico o semplicemente siamo di fronte a falsi positivi.

E bisogna abituarsi a episodi di falsi positivi, soprattutto in questa fase. Il fenomeno è generale non riguarda solo la Basilicata. È importante evitare che queste persone vengano ricoverate nei reparti covid, per ovvie ragioni.

Dunque ci chiediamo perché nascondere un fatto evidente la cui responsabilità non è attribuibile né ad Esposito né a Bardi né ad altri? Esistono i falsi positivi e i falsi negativi, punto. E, ripetiamo, non esistono debolmente positivi.

Una verifica dei test che conferma la negatività di un precedente positivo, si chiama falso positivo. Se si insiste con categorie inesistenti, o con l’attribuzione dei tamponi di conferma ai casi di positivi asintomatici, la statistica va a farsi benedire e i dati saranno sempre più inattendibili e confusi.

Mai come in questo momento è necessario essere chiari, dire la verità, evitando infantili e inspiegabili posizioni difensive delle autorità politiche e sanitarie. Insomma ci sia più serietà.