Fca Melfi, dopo la ripresa creare politiche che rimettano al centro il lavoro di qualità

La Fiom Cgil evidenzia i punti da discutere con il Governo

Alla presenza del rappresentante nazionale Mariano Carboni, si è svolta una riunione telematica della Fiom Cgil Basilicata con l’attivo dei delegati di tutte le aziende dell’indotto e della logistica Fca Melfi per fare il punto sulla  ripartenza produttiva avviata il 21 maggio e che ha coinvolto quasi la totalità dei lavoratori dell’area.

La fase della ripartenza è caratterizzata dalla presenza attiva della Fiom Cgil dentro e fuori le fabbriche, per vigilare e garantire tutte le misure di sicurezza previste dai protocolli concordati con le aziende, per non vanificare gli sforzi e i sacrifici fatti nel paese durante la quarantena.

La tutela dei lavoratori considerati fragili deve essere garantita seguendo il percorso previsto dal decreto e dalle norme di legge vigenti, perché non si creino condizioni di discriminazione e perdite salariali. È necessario che tutti i lavoratori coinvolti dalla cig facciano le rotazioni per garantire un equo trattamento salariale e la maturazione dei ratei. La Fiom Cgil vigilerà perchè l’utilizzo della cassa integrazione non venga utilizzato per dividere e discriminare i lavoratori.

Inoltre il sindacato vigilerà sulla situazione dei trasporti, affinché ci sia il raddoppio effettivo delle corse per garantire la sicurezza sui mezzi per i lavoratori che raggiungono l’area industriale, perchè l’utilizzo delle proprie vetture comporterebbe un aggravio di costi da parte dei lavoratori già stressati per i bassi salari. 

La Fiom Cgil, in un quadro politico industriale del paese così difficile per le ricadute dovute alla pandemia – che si aggiunge alla crisi produttiva del settore dell’ automotive e di tutta la filiera della componentistica – ritiene fondamentale continuare il confronto con il governo e con le imprese perchè la ripartenza possa avvenire in un ottica di discontinuità dalle politiche del passato. Bisogna creare politiche che rimettano al centro il lavoro di qualità in condizioni di sicurezza, ripartire con l’innovazione e la ricerca, riprogettando la viabilità del nostro paese guardando alla eco- sostenibilità. Va superata la logica delle imprese della riduzione dei costi che ha portato disastri industriali, precarietà e perdita occupazionale nel nostro paese.

Per la ripresa economica è inoltre necessario il riavvio della vertenza sul Ccnl dei metalmeccanici per dare risposte sul salario,  sull’organizzazione del lavoro e degli orari per il mantenimento occupazionale. La Fiom Cgil nei prossimi giorni avvierà un ciclo di assemblee per aprire una discussione vera tra tutti i lavoratori, perché si rimetta al centro il lavoro, migliorando concretamente le condizioni di lavoro, di salario, di orario, di vita e occupazionali.

La discussione ha messo in luce l’importanza del lavoro dei delegati, che con un serrato coordinamento con la Fiom nazionale, a partire dai primi giorni della diffusione della pandemia hanno  creato le condizioni per esercitare un ruolo contrattuale centrale con le aziende, mettendo in discussione l’organizzazione del lavoro e garantendo la tutela della salute e la sicurezza per tutti i lavoratori attraverso accordi importanti.

Tra le richieste avanzate dalla Fiom, la sanificazione dei luoghi, delle postazioni di lavoro e dei servizi igienici; l’uso di gel igienizzanti, mascherine, guanti; pause aggiuntive, mantenimento delle distanza di sicurezza per evitare assembramenti, modifiche degli orari di lavoro, pause, rallentamento delle produzioni. Il tutto nel rispetto dell’accordo con Confindustria sulle linee guide del protocollo per il contenimento del contagio COVID 19, determinando anche la fermata delle produzioni per l’applicazione delle misure di sicurezza condivise.

L’azione sindacale di tutta la Fiom Cgil, ha fatto sì che si aprisse un confronto anche con il governo, come non avveniva ormai da troppo tempo, mettendo al centro il tema del lavoro e dei diritti, traducendo in legge le linee guide dell’accordo sul protocollo, requisito necessario per l’avvio delle produzioni.

Per la Fiom Cgil importante risultato è stato il confronto con Fca, che ha prodotto un accordo unitario per garantire la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, seguito dall’accordo sulle agibilità per i delegati in fabbrica per verificare l’applicazione di tutti i punti dello stesso. 

Dopo 10 anni la Fiom Cgil con la sua determinazione, ha riconquistato il pieno riconoscimento anche in FCA riportando la democrazia tra i lavoratori.

Giorgia Calamita, Fiom Cgil