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Il politico cazzaro e l’arte di galleggiare

Artista delle facezie, esibisce spettacolari virtuosismi di vanteria e manipola la realtà come nessuno sa fare. Il suo mondo è la verosimiglianza che sgorga tra ipotetiche citazioni filosofiche e paccottiglie di stronzate preconfezionate

Il politico cazzaro lo riconoscete subito. Millanta virtù, successi, competenze che, naturalmente, non ha.

Quando accenni a criticarlo lui la butta sullo scherzo e assume un atteggiamento ondeggiante tra il fanfarone e lo spaccone. E ti dà anche ragione.

Di solito il politico cazzaro non ha studiato, è senza mestiere, ma ci sa fare. E quando ha studiato, ingegneria o medicina o giurisprudenza, il cazzaro è molto più qualificato e raffinato anche se non sa dove sta di casa la cultura. Il primo tipo è anche fancazzista e usa la politica per campare. Il secondo tipo, quello laureato, usa la politica per arricchirsi.

Il suo mondo è la verosimiglianza che sgorga tra ipotetiche citazioni filosofiche e paccottiglie di stronzate preconfezionate. Istrionico e compagnone, narciso e scenografico.

Tutti i suoi discorsi appaiono seri, ma sono arguzie e più spesso furfanterie. Sa farsi ascoltare con piacevolezza, non appare burlesco, ma elegantemente cinico. Ad un matrimonio, invitato d’onore, il politico cazzaro tra strette di mano di circostanza e abbracci ipocriti, è capace di avvicinare chiunque possa fornirgli un voto nel futuro. “Come sta suo marito? È stato poi assunto l’estate scorsa? Sa, ho dovuto fare i salti mortali per ottenere quel posto”.  Ma mio marito è morto sette anni fa! E lui, senza alcun imbarazzo: “Lo so lo so, mia cara, per me è stato un dolore indescrivibile, ma la mia domanda retorica aveva lo scopo di ricordarlo vivo in questo momento di festa”.

Millantatore e cinico, sempre con la risposta pronta, narratore di storielle verosimili. All’opera nelle sue stanze di amministratore o legislatore risolve ogni problema con spettacolari spiritosaggini.

Per rendere l’dea del politico cazzaro all’opera nelle sue funzioni, parafrasiamo una delle facetiae di Poggio Bracciolini. “Assessore quel ponte può cadere da un momento all’altro, bisogna fare qualcosa”. Stia tranquillo ingegnere, il ponte non cadrà”. Qual è la ragione di tanta certezza assessore? “I miei testicoli, ingegnere, già da cinquant’anni ciondolano, pare che cadano, e non sono mai caduti”.

Ecco, il cazzaro ha risolto il problema. Il ponte resterà in piedi fino a quando lui smetterà di fare l’assessore e si trasferirà su altre poltrone. Ne passerà di acqua sotto quel ponte prima di crollare! Sapete? Il politico cazzaro è anche fortunato. Statene certi la farà franca. Il ponte crollerà quando lui non ci sarà.

 

Rewind (del 10 ottobre 2017)