Il sindaco di Lavello se la prende con i giornalisti

Ci scrive, non risponde alla nostra mail, e preferisce la caciara politica sul suo profilo Facebook. Intanto ha assunto la figlia

Il sindaco di Lavello, Sabino Altobello, ci scrive dopo la pubblicazione sul nostro giornale dell’articolo “Il sindaco assume la figlia”. Intanto chiariamo subito che abbiamo aderito alla sua proposta di un confronto pubblico sull’argomento. Gli abbiamo risposto con una mail ieri. Attendiamo sue indicazioni circa la data l’ora e le modalità del dibattito pubblico. Abbiamo chiesto ad Altobello se la lettera che ci ha inviato dobbiamo trattarla come una replica da pubblicare o come una lettera “privata”. Non ci ha risposto, intanto ha preferito pubblicarla sul suo profilo Facebook.

Altobello

Nel frattempo non possiamo tacere dinanzi al fatto che Altobello evita di rispondere alla domanda già formulata nell’articolo e, soprattutto, gira lungo intorno alla questione vera: la figlia è stata assunta dall’amministrazione comunale di cui lui è sindaco. Punto. Su questo dovrebbe dire qualcosa e ancora non la dice. E la butta in politica. Altro che imprecisioni e lacune sulla ricostruzione dei fatti da cui emergerebbe “una realtà che non esiste”. La nostra non è una ricostruzione, tantomeno una ricostruzione pilotata da qualche cattivone dell’opposizione. Abbiamo semplicemente letto le delibere che lo stesso sindaco conosce benissimo.

È vero che a volte bisogna anche interpretare certi linguaggi ambigui e contorti della burocrazia usati allo scopo di disorientare il povero cittadino che deve provare a capirci qualcosa, ma i fatti sono inequivocabili. E se le interpretazioni di certe sequenze e coincidenze possono essere diverse a seconda delle parti in causa, il fatto rimane nudo e puro. Ed è su quel fatto che il sindaco deve rispondere, sul piano etico e politico. E le risposte non deve darle a noi che ci limitiamo a diffondere una notizia di interesse pubblico, ma deve darle ai tanti ragazze e ragazzi che in questi anni hanno abbandonato la sua città per cercare lavoro altrove. Le deve dare ai tanti disoccupati che bivaccano in giro per il territorio delusi e scoraggiati. Le deve dare ai suoi cittadini.

Non ci attardiamo sulle sue fantasiose e tergiversanti interpretazioni del contenuto dell’articolo. Vogliamo ribadire e rivendicare qui, una volta per tutte, il nostro modo di fare giornalismo che piace o non piace a seconda delle convenienze di gruppi, partiti, potentati e tifoserie. Chi non lo gradisce non ci legga e chi si sente diffamato ci quereli.

Caro sindaco lei deve confrontarsi con i suoi consiglieri comunali e con i suoi cittadini non con i giornalisti. Ai giornalisti deve dare risposte precise, circostanziate e documentate. Non faccia la vittima del “cattivo giornalismo”, ormai non funziona più.

Tuttavia, come lei sa già, siamo disponibili a qualunque confronto purché sui fatti, anzi sul fatto. Aspettiamo.