Basilicata dietro le quinte. Gli avvocati del Consorzio di Bonifica

Il sistema dello scialacquo e la cerchia dei favoriti negli incarichi di difesa e consulenza legale

Da oggi torniamo ad occuparci di uno dei centri di potere tra i più importanti della regione. Assunzioni, incarichi, appalti, consulenze. Partiamo con i soliti problemi di trasparenza e con gli affidamenti di incarichi di difesa legale che, sembrerebbe dai documenti, riguarderebbero uno sparuto gruppo di avvocati.

 Un milione di euro in quattro anni

La questione in passato era già stata denunciata dall’allora Consigliere Regionale di opposizione Gianni Rosa, attuale assessore regionale all’Ambiente, che raccontava di una spesa sostenuta dai Consorzi di Bonifica lucani di oltre 1 milione di euro in 4 anni pagati a circa una decina di avvocati. È questa la somma che, prima i tre Consorzi di bonifica lucani e poi quello unico regionale, avevano sborsato in consulenze e parcelle. In un solo giorno, l’11 dicembre 2017, il commissario straordinario del Consorzio Unico è stato in grado di spendere 47mila e 500 euro in consulenze per traghettare i vecchi consorzi verso quello unico. Lo stesso Rosa aggiungeva che “non è stato possibile quantificare gli incarichi affidati dal Consorzio di Bonifica Alta Val d’Agri perché la sezione amministrazione trasparente è vuota”.

L’Anac, la trasparenza e gli incarichi fiduciari

La questione degli affidamenti di incarichi di difesa legale è stata disciplinata dal Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che con delibera n. 907 del 24 ottobre 2018 con la quale sono state emanate le Linee guida n. 12 sull’affidamento dei servizi legali. Si tratta di linee guida che ricalcano in buona parte sulle indicazioni fornite dal Consiglio di Stato nel parere della Commissione speciale n. 2017 del 3 agosto 2018.

Le Linee guida devono essere tenute in alta considerazione dai soggetti obbligati al rispetto del D.lgs. 50/2016 e, quindi, anche dai Consorzi di Bonifica, specie nella prospettiva di prevenzione della responsabilità amministrativa davanti alla Corte dei conti. È infatti ampiamente noto l’orientamento rigoroso recentemente espresso dal giudice contabile sugli affidamenti diretti di incarichi difensivi, restringendo (se non sopprimendo) qualsiasi spazio di “rapporto fiduciario” fondata su un mero intuitu personae.

Per affidare direttamente l’incarico di difesa dell’Ente è essenziale la motivazione della scelta del professionista inserito nell’elenco, esplicitando con chiarezza le ragioni sottese.

L’affidamento diretto a un professionista determinato è possibile, secondo l’Anac, nel rispetto dei principi recati dall’articolo 4 del Codice, solo in presenza di specifiche ragioni logico-motivazionali che devono essere espressamente illustrate dalla stazione appaltante nella determina a contrarre.

In particolare è fondamentale garantire il rispetto del principio di rotazione dell’affidamento degli incarichi anche se, come ha rilevato il Consiglio di Sato nel parere n. 2017/2018, il principio di rotazione non può essere applicato con la stessa modalità degli altri servizi. Tuttavia, la stazione appaltante garantisce almeno “l’equa ripartizione degli incarichi”, per evitare il consolidarsi di rapporti solo con alcuni professionisti, ferma restando la necessità che il profilo selezionato sia adeguato all’oggetto e alla competenza professionale richiesta per lo svolgimento dell’incarico da affidare.

Il Consorzio di Bonifica della Basilicata e il suo Amministratore Unico con le delibere n. 87/2019, n. 90/2019, n. 305/2019, n. 351/2019, n. 363/2019, n. 423/2019, n. 171/2019, n. 207/2019, n. 353/2019, n. 533/2019, n. 561/2019, n. 562/2019 e 567/2019, solo per citarne alcune, ma ve ne sono molte altre ancora dell’anno 2019 e dell’anno 2020, ma anche con altre delibere adottate presso i Consorzi di Bonifica in liquidazione, avrebbe disatteso la normativa tracciata dalle linee guida Anac creando un vero e proprio “sistema di ripartizione degli incarichi”, consolidando rapporti solo con alcuni professionisti/avvocati.

Siamo di fronte a uno scialacquo?

Gli affidamenti degli incarichi legali sarebbero avvenuti solo a favore di amici degli amici. A partire dal 2014, quando Giuseppe Musacchio è stato nominato Commissario straordinario dei Consorzi di Bonifica di Bradano e Metaponto, Alta Val d’Agri e Vulture Alto Bradano, un gruppo molto ristretto di avvocati si sarebbe divisi gli incarichi di difesa dei Consorzi di Bonifica presenti in Basilicata, per oltre 1,5 milioni di euro.

Esemplare, nel quadro dello sperpero, la vicenda di un decreto ingiuntivo ad opera di creditore dell’ex Consorzio Vulture-Alto Bradano. Il creditore, valore reclamato 75mila euro, ottiene dal Tribunale di Potenza il decreto ingiuntivo n.65/2018, notificato sia al Consorzio Unico sia all’ex Consorzio. Giuseppe Musacchio che fa? Affida l’incarico di difesa, con delibera commissariale del Consorzio di Bonifica Vulture-Alto Bradano, a un avvocato per la somma di 7mila 895 euro, e con un’altra delibera del Consorzio Unico affida allo stesso avvocato l’incarico di difesa per quasi 12mila

Insomma al danno si aggiunge la beffa, per un’opposizione ad un’ingiunzione di pagamento di 75.000 euro si sostiene una spesa di 20.000 euro

La conferma di quanto diciamo in merito agli incarichi affidati al solito gruppetto di avvocati si ha con la Delibera dell’Amministratore Unico n. 253 dell’8 aprile 2020, infatti, viene affidato direttamente a uno dei soliti l’incarico per il supporto giuridico-amministrativo al Responsabile del procedimento per la gestione di appalti con finanziamenti pubblici per il periodo aprile 2020 – marzo 2022.

Qualche domanda: la Regione, a cui competono precisi obblighi di controllo e vigilanza sulle attività del Consorzio di Bonifica che fa, dorme? Oppure è complice? Giuseppe Musacchio agisce da solo o per conto dei suoi “protettori” politici? Il Consorzio di Bonifica è uno strumento utile al mondo agricolo o è più utile a certi mondi?

Quando Gianni Rosa era all’opposizione ebbe a dire: “Qualcuno potrebbe rispondere che si tratta di incarichi fiduciari. Ma fiduciari per chi? Per l’Amministrazione? Ed allora non pensiamo che una manciata di avvocati siano i soli a poter avere la fiducia del Consorzio. Se poi, invece, si pensa che la fiducia debba essere quella di chi gestisce la “cosa pubblica”, allora dobbiamo credere alle voci che vogliono queste consulenze affidate a compari e amici. E non è corretto. Soprattutto se si considera che i Consorzi, a guida Musacchio, si sono dimostrati un totale fallimento”.

Alla prossima

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