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Centro antiviolenza finanziato e mai realizzato a Palazzo San Gervasio

Simonetti: "Il rischio di non utilzzare il finanziamento accordato è concreto"

Nel 2018 il Ministero dell’Interno nell’ambito del recupero dei beni sequestrati alla mafia finanziò, su proposta del Comune di Palazzo San Gervasio, un progetto per la realizzazione di un Centro Antiviolenza e centro rifugio. A distanza di due anni i lavori di ristrutturazione dell’immobile  non sono iniziati. Il rischio di non utilzzare il finanziamento accordato è concreto.

Il Centro antiviolenza rappresenterebbe, se realizzato, una importante  struttura da inserire nella rete nazionale per combattere anche la tratta delle donne migranti che, speciamente nell’area del Bradano e Metapontino, si manifesta durante la raccolta dei prodotti agricoli e nei siti informali. L’anno scorso una giovane nigeriana fu bruciata viva nell’ex ghetto della Felandina perchè voleva uscrire da controllo dei caporali.

La misura finanziata al Comune di Palazzo  con il Pon Legalità è un intervento collegato ad azioni previste nel Piano Nazionale Anticaporalato ed è quindi necessario superare i ritardi accumulati e procedere con ungenza alla ristrutturazione dell’immobile e alla apertura del Centro. Abbiamo segnalato alle strutture competenti e di controllo la situzione che si è venuta a determinare per lo sblocco dell’iniziativa.

Pietro Simonetti Coordinamento Tavolo Nazionale Anticaoporalato del Ministero del Lavoro